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Il barista in moto era già sull’asfalto

Il barista in moto era già sull’asfalto
Cronaca 12 Gennaio 2016 ore 11:46

La Procura ha chiesto l’archiviazione per l’autista della Bartolini accusato in un primo momento di omicidio colposo in relazione all’incidente in cui cinque mesi fa è morto

Gabriele Ferri, 49 anni (nella foto) titolare del bar “Pappamondo” di Dorzano, motociclista, conosciuto e stimato. L’indagato, un settantenne residente nel Torinese, non avrebbe investito in pieno il motociclista provocandone la morte. Dalla ricostruzione del perito nominato dalla Procura e da quello della difesa, si evince che la vittima sarebbe stata in realtà disarcionata dalla moto, forse a causa di un malore o per altre ragioni che non sono state del tutto chiarite. E’ quindi finito sull’asfalto, sull’altra corsia, proprio nel momento in cui stava arrivando il furgone dell’indagato che non avrebbe potuto far nulla per evitare l’impatto. La moto è poi finita contro lo stesso camion un istante dopo.

La richiesta di archiviazione è stata avanzata dal sostituto procuratore Mariaserena Iozzo. E’ ora attesa la decisione del giudice delle indagini preliminari che potrebbe richiedere ulteriori indagini oppure disporre il rinvio a giudizio oppure ancora disporre l’archiviazione. 

Difficile, comunque, che non tenga conto delle perizie. L’incidente è avvenuto la mattina dell’11 agosto scorso lungo la provinciale che collega Cavaglià a Dorzano. Già allora la Polstrada aveva stabilito che il barista fosse finito contro l’automezzo dopo essere caduto per altre cause. Per lui non c’era stato più nulla da fare: era morto sul colpo per le gravissime ferite riportate. 

V.Ca.

La Procura ha chiesto l’archiviazione per l’autista della Bartolini accusato in un primo momento di omicidio colposo in relazione all’incidente in cui cinque mesi fa è morto

Gabriele Ferri, 49 anni (nella foto) titolare del bar “Pappamondo” di Dorzano, motociclista, conosciuto e stimato. L’indagato, un settantenne residente nel Torinese, non avrebbe investito in pieno il motociclista provocandone la morte. Dalla ricostruzione del perito nominato dalla Procura e da quello della difesa, si evince che la vittima sarebbe stata in realtà disarcionata dalla moto, forse a causa di un malore o per altre ragioni che non sono state del tutto chiarite. E’ quindi finito sull’asfalto, sull’altra corsia, proprio nel momento in cui stava arrivando il furgone dell’indagato che non avrebbe potuto far nulla per evitare l’impatto. La moto è poi finita contro lo stesso camion un istante dopo.

La richiesta di archiviazione è stata avanzata dal sostituto procuratore Mariaserena Iozzo. E’ ora attesa la decisione del giudice delle indagini preliminari che potrebbe richiedere ulteriori indagini oppure disporre il rinvio a giudizio oppure ancora disporre l’archiviazione. 

Difficile, comunque, che non tenga conto delle perizie. L’incidente è avvenuto la mattina dell’11 agosto scorso lungo la provinciale che collega Cavaglià a Dorzano. Già allora la Polstrada aveva stabilito che il barista fosse finito contro l’automezzo dopo essere caduto per altre cause. Per lui non c’era stato più nulla da fare: era morto sul colpo per le gravissime ferite riportate. 

V.Ca.