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Il 20 apre la caccia. Dellarovere: “Su alcuni branchi previsto un maggior numero di cacciatori”

Dellarovere: "Su alcuni branchi serve un maggior numero di cacciatori". Nelle aree di pianura, sarà possibile utilizzare dei fucili con l’anima rigata che consentono di avere un risultato migliore.

Il 20 apre la caccia. Dellarovere: “Su alcuni branchi previsto un maggior numero di cacciatori”
18 Settembre 2020 ore 08:00

Il 20 apre la caccia. Dellarovere: “Su alcuni branchi serve un maggior numero di cacciatori”. Nelle aree di pianura, sarà possibile utilizzare dei fucili con l’anima rigata che consentono di avere un risultato migliore.

Il 20 apre la caccia

Il prossimo 20 settembre scatterà in Piemonte la caccia programmata con alcune novità: «Per ottenere una maggiore omogeneità, tutto il territorio verrà coperto in maniera simile con la presenza di gruppi di cacciatori. Inoltre, nelle aree di pianura, sarà possibile utilizzare dei fucili con l’anima rigata che consentono di avere un risultato migliore – spiega Guido Dellarovere, presidente di Atc e Comparto Alpino di Biella – mentre per la caccia da contenimento, i risultati sono buoni con un 80% di animali abbattuti durante le uscite». Per Dellarovere, si fa bene a sottolineare i danni provocati alle colture, anche se non sono una novità: «Ci sono ancora numeri importanti di presenze, lo dimostra il fatto che settimanalmente usciamo con diversi cacciatori, di sera, anche se solo per 72 ore come da autorizzazione della Provincia. Per migliorare la situazione, dove ci sono i branchi che continuano a spostarsi, dovrebbe essere presente un numero maggiore di cacciatori invece dei piccoli gruppi attuali che si muovono con un solo cane». Dellarovere, nei giorni scorsi, ha anche scritto una lettera ai cacciatori: «Non abbiamo ancora provveduto ad effettuare le assegnazioni dei capi ungulati – ha spiegato – qesta situazione, spiacevole anche per noi, non è dovuta a dimenticanze e negligenze ma a una serie di situazioni create da quattro nostri colleghi cacciatori e una associazione venatoria (Liberacaccia), che hanno creato una serie di ricorsi in Regione Piemonte»

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