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I dubbi di Mottalciata sul biodiesel

Incontro pubblico senza Greenoil, Vanzi teme ricorso dell’azienda: «Se vincessero, nostri conti a rischio».

I dubbi di Mottalciata sul biodiesel
Cossatese, 20 Gennaio 2020 ore 13:00

I dubbi di Mottalciata sul biodiesel.

Greenoil assente all'incontro pubblico

Un incontro pubblico senza i diretti interessati, la cui assenza ha deluso il sindaco: «Chi non c’è perde sempre» e le persone presenti alla palestrina comunale. Venerdì sera a Mottalciata, sono stati due docenti del Politecnico di Torino, a rispondere alle numerose perplessità sull’impianto di biodiesel che Greenoil vuole costruire in paese utilizzando il combustibile derivato da oli esausti e grasso animale. All’incontro organizzato dal primo cittadino, Roberto Vanzi, i rappresentanti dell’azienda non c'erano. Dal lungo dibattito sono emersi due aspetti fondamentali: la disponibilità di materie come carbone, petrolio e gas è in via di esaurimento e la tecnologia del biodiesel può essere una valida alternativa come fonte di energia rinnovabile. Restano alcuni problemi di sicurezza e una battaglia giudiziaria che rischia, secondo Vanzi, di penalizzare le casse comunali.

I pericoli dell'impianto di Mottalciata

Per Raffaele Pirone e Luca Marmo (quest’ultimo ha seguito l’indagine sulla tragedia del biodiesel avvenuta a Lamezia Terme costata la vita a tre persone nel 2013, ndr) hanno illustrato le tecniche di produzione con i rischi conseguenti: «A Mottalciata, dalle carte che abbiamo letto, l’azienda propone un impianto molto piccolo - spiega Marmo - che potrebbe provocare cattivi odori e ipotesi di inquinamento limitata all’area dell’edificio. Questo tipo di attività, per cui gli incidenti sono in calo, sono già conosciute in tutto il mondo. Non mancano prescrizioni molto rigide da rispettare così come ci deve essere un’attenta gestione dei rifiuti».

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