Cronaca

Gli insulti nel cantiere di Emergency

Gli insulti nel cantiere di Emergency
Cronaca 26 Aprile 2016 ore 11:58

BIELLA - E’ stata annullata una sentenza emessa dal Giudice di pace di Biella nei confronti di un novarese che - secondo il capo d’imputazione - in qualità di responsabile di un cantiere in Africa, aveva insultato un elettricista di Cossato con l’appellativo “vecchio di merda”.
Il giudice, Paola Rava, ha disposto la trasmissione degli atti nuovamente al Giudice di pace. Il processo, a conti fatti, è destinato a chiudersi con la prescrizione (sono ormai passati nove anni) e in parte con una sentenza di non doversi procedere in quanto il reato contestato (ingiurie) non è più previsto come tale in seguito alla recente legge che ha depenalizzato quaranta reati.
L’imputato, inoltre, era accusato anche di lesioni personali in quanto - secondo al capo d’accusa - avrebbe esasperato con i suoi presunti atteggiamenti prevaricatori e offensivi l’elettricista cossatese che, al rientro dal Sudan, avrebbe presentato dimagrimento esagerato, crisi d’ansia con insonnia e anoressia, con prognosi di almeno una quindicina di giorni.
Imputato è Matteo Ravelotti, 39 anni, residente a Ghemme (Novara), il quale, al termine del processo di primo grado davanti al Giudice di pace, era stato condannato a 500 euro di multa oltre al pagamento di 400 euro a titolo di danni morali subiti dalla parte civile più 800 euro come spese processuali. La frase incriminata era stata pronunciata (a detta anche di due testimoni che avevano assistito alla scena e che lo avevano testimoniato nel corso del processo)  il 12 febbraio 2007, nel primo pomeriggio, in località Soba-Karthoum (Sudan) mentre l’elettricista di Cossato stava svolgendo le proprie mansioni nel cantiere di costruzione del centro cardio-chirurgico di Emergency di cui era responsabile l’imputato.
Valter Caneparo

Leggi di più sull'Eco di Biella di lunedì 25 aprile 2016

BIELLA - E’ stata annullata una sentenza emessa dal Giudice di pace di Biella nei confronti di un novarese che - secondo il capo d’imputazione - in qualità di responsabile di un cantiere in Africa, aveva insultato un elettricista di Cossato con l’appellativo “vecchio di merda”.
Il giudice, Paola Rava, ha disposto la trasmissione degli atti nuovamente al Giudice di pace. Il processo, a conti fatti, è destinato a chiudersi con la prescrizione (sono ormai passati nove anni) e in parte con una sentenza di non doversi procedere in quanto il reato contestato (ingiurie) non è più previsto come tale in seguito alla recente legge che ha depenalizzato quaranta reati.
L’imputato, inoltre, era accusato anche di lesioni personali in quanto - secondo al capo d’accusa - avrebbe esasperato con i suoi presunti atteggiamenti prevaricatori e offensivi l’elettricista cossatese che, al rientro dal Sudan, avrebbe presentato dimagrimento esagerato, crisi d’ansia con insonnia e anoressia, con prognosi di almeno una quindicina di giorni.
Imputato è Matteo Ravelotti, 39 anni, residente a Ghemme (Novara), il quale, al termine del processo di primo grado davanti al Giudice di pace, era stato condannato a 500 euro di multa oltre al pagamento di 400 euro a titolo di danni morali subiti dalla parte civile più 800 euro come spese processuali. La frase incriminata era stata pronunciata (a detta anche di due testimoni che avevano assistito alla scena e che lo avevano testimoniato nel corso del processo)  il 12 febbraio 2007, nel primo pomeriggio, in località Soba-Karthoum (Sudan) mentre l’elettricista di Cossato stava svolgendo le proprie mansioni nel cantiere di costruzione del centro cardio-chirurgico di Emergency di cui era responsabile l’imputato.
Valter Caneparo

Leggi di più sull'Eco di Biella di lunedì 25 aprile 2016

Seguici sui nostri canali