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Gli impiegati giudiziali in piazza

Gli impiegati giudiziali in piazza
Cronaca 07 Dicembre 2015 ore 10:55

L’hanno annunciato e mantenuto: sono scesi in piazza con striscioni e slogan gli impiegati giudiziali, alle prese con una carenza negli organici di oltre il quaranta per cento di scoperto,

come mai era avvenuto in passato. Con loro hanno protestato gli avvocati e da questa settimana toccherà ai magistrati onorari protestare per diritti sacrosanti per qualunque lavoratore a partire dalla maternità e dalle ferie. La macchina della giustizia ha il motore che fuma, sta per grippare, andare a pezzi.

Gli impiegati giudiziali, da sempre disposti al dialogo e a sopportare situazioni non sopportabili, stavolta sono scesi veramente sul sentiero di guerra con una giornata di sciopero organizzata lo scorso mercoledì 4 dicembre dopo che dal ministero non erano arrivate le rassicurazioni richieste in merito all’organico, giunto ormai al massimo storico dello scoperto. L’hanno promesso e mantenuto. Ormai sono rimasti in pochi a urlare e a sventolare striscioni e bandiere, ma i media hanno fatto da cassa di risonanza alle loro rimostranze. La situazione

è insostenibile. E i parlamentari? Ancora una volta, con una lunga lettera, gli organismi sindacali che rappresentano i dipendenti di Tribunale, Procura e Giudice di pace, hanno chiesto ai parlamentari biellesi Susta, Favero e Simonetti, di interessarsi ai problemi della giustizia biellese. Con la visita del sottosegretario Ferri, a luglio, tutti avevano auspicato una

soluzione. Invece non è cambiato nulla. Anzi, paradossalmente la situazione si è ulteriormente aggravata. «Le cancellerie civili sono ridotte allo stremo e fanno fronte alle esigenze d’ufficio con ormai insopportabile abnegazione - scrivono i sindacati -. Quelle penali, oberate anche dalle quotidiane udienze, vanno accumulando arretrati non più tollerabili per un’istituzione che dovrebbe essere garante dell’amministrazione della giustizia ma che garantisce ormai solo la presenza fisica del presidio e che, per volere altrui, è molto lontana dal rappresentare un esempio di efficienza...».

V.Ca.

L’hanno annunciato e mantenuto: sono scesi in piazza con striscioni e slogan gli impiegati giudiziali, alle prese con una carenza negli organici di oltre il quaranta per cento di scoperto,

come mai era avvenuto in passato. Con loro hanno protestato gli avvocati e da questa settimana toccherà ai magistrati onorari protestare per diritti sacrosanti per qualunque lavoratore a partire dalla maternità e dalle ferie. La macchina della giustizia ha il motore che fuma, sta per grippare, andare a pezzi.

Gli impiegati giudiziali, da sempre disposti al dialogo e a sopportare situazioni non sopportabili, stavolta sono scesi veramente sul sentiero di guerra con una giornata di sciopero organizzata lo scorso mercoledì 4 dicembre dopo che dal ministero non erano arrivate le rassicurazioni richieste in merito all’organico, giunto ormai al massimo storico dello scoperto. L’hanno promesso e mantenuto. Ormai sono rimasti in pochi a urlare e a sventolare striscioni e bandiere, ma i media hanno fatto da cassa di risonanza alle loro rimostranze. La situazione

è insostenibile. E i parlamentari? Ancora una volta, con una lunga lettera, gli organismi sindacali che rappresentano i dipendenti di Tribunale, Procura e Giudice di pace, hanno chiesto ai parlamentari biellesi Susta, Favero e Simonetti, di interessarsi ai problemi della giustizia biellese. Con la visita del sottosegretario Ferri, a luglio, tutti avevano auspicato una

soluzione. Invece non è cambiato nulla. Anzi, paradossalmente la situazione si è ulteriormente aggravata. «Le cancellerie civili sono ridotte allo stremo e fanno fronte alle esigenze d’ufficio con ormai insopportabile abnegazione - scrivono i sindacati -. Quelle penali, oberate anche dalle quotidiane udienze, vanno accumulando arretrati non più tollerabili per un’istituzione che dovrebbe essere garante dell’amministrazione della giustizia ma che garantisce ormai solo la presenza fisica del presidio e che, per volere altrui, è molto lontana dal rappresentare un esempio di efficienza...».

V.Ca.