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Gang delle banconote false: scarcerato

Gang delle banconote false: scarcerato
Cronaca 07 Marzo 2014 ore 21:27

Il gip di Biella ha concesso gli arresti domiciliari a Massimo Pulze, 51 anni, di Cossato, il tipografo finito in carcere quasi due mesi fa con l’accusa di aver fatto parte della banda che gestiva un traffico di banconote fasulle per lo più da 50 euro. In tutto, in un garage di Bioglio, i carabinieri di Verbania che avevano condotto le indagini, avevano trovato un milione e 600mila banconote da 50 euro contraffatte: un “tesoro” da 79 milioni di soldi falsi di fattura pregevole secondo gli esperti della banca d’Italia, un otto abbondante come voto in una scala da uno a dieci, dei veri falsi d’autore.
Nulla di nuovo, per ora, e quindi misura restrittiva ancora in atto, per l’altra biellese coinvolta nella maxi inchiesta, Barbara Panizzolo, 46 anni, di Biella, così come per Gianmario Griggi, 53 anni, residente nel Verbano, falsario già noto alle forze dell’ordine, proprietario di una tipografia proprio come Pulze, con sede però a Baveno, già coinvolto in passato in inchieste dello stesso tenore.

Il gip di Biella ha concesso gli arresti domiciliari a Massimo Pulze, 51 anni, di Cossato, il tipografo finito in carcere quasi due mesi fa con l’accusa di aver fatto parte della banda che gestiva un traffico di banconote fasulle per lo più da 50 euro. In tutto, in un garage di Bioglio, i carabinieri di Verbania che avevano condotto le indagini, avevano trovato un milione e 600mila banconote da 50 euro contraffatte: un “tesoro” da 79 milioni di soldi falsi di fattura pregevole secondo gli esperti della banca d’Italia, un otto abbondante come voto in una scala da uno a dieci, dei veri falsi d’autore.
Nulla di nuovo, per ora, e quindi misura restrittiva ancora in atto, per l’altra biellese coinvolta nella maxi inchiesta, Barbara Panizzolo, 46 anni, di Biella, così come per Gianmario Griggi, 53 anni, residente nel Verbano, falsario già noto alle forze dell’ordine, proprietario di una tipografia proprio come Pulze, con sede però a Baveno, già coinvolto in passato in inchieste dello stesso tenore.