Cronaca

Furti a raffica: condannato ladro acrobata

Furti a raffica: condannato ladro acrobata
Cronaca 07 Agosto 2016 ore 12:24

E’ considerato un ladro acrobata, uno che non si fa problemi ad entrare in casa d’altri arrampicandosi per i tubi delle grondaie o del gas, sospettato d’aver commesso tanti altri furti ma imputato solo per una decina di casi commessi tra Biellese, Verbano e la Valsesia (solo nei primi sette giorni di marzo di tre anni fa) scoperti grazie a un lavoro certosino da parte dei carabinieri, fatto di rilievi nei luoghi dei furti, di intercettazioni, di raccolta di immagini e filmati registrati da svariate telecamere pubbliche e private. Il presunto autore di quei furti, era già stato dichiarato latitante con decreto del Gip di Biella due anni fa. Poi era stato dichiarato irreperibile dal piemme, Ernesto Napolillo, pochi mesi dopo. Infine lo hanno catturato ed è finito in carcere a Imperia.Patteggia. Nei giorni scorsi, Iulius Vasile Cercel, 29 anni, origini rumene, per l’anagrafe residente in… Italia, senza fissa dimora, anzi no, residente a Mentone (subito dopo il confine francese), al numero 28 di Avenue Riviera - viene spiegato nel capo d’imputazione -, ha patteggiato davanti al giudice del Tribunale di Biella, Pietro Brovarone, una pena tutto sommato mite rispetto alla raffica di reati di cui era accusato: due anni e otto mesi di reclusione più mille euro di multa.I fatti. Il primo furto di «un ingente quantitativo di monili in oro» - così recita il capo d’accusa – l’imputato lo avrebbe commesso in frazione Ponzone di Trivero. Secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri, il rumeno – in concorso con altri personaggi non identificati – si era arrampicato su un terrazzo e poi era entrato in un appartamento dopo aver forzato una finestra. L’intervento del padrone di casa, aveva reso vano un furto a Valle Mosso, in frazione Torello, la stessa sera. Sempre stando all’accusa, l’imputato, qualche giorno dopo, si era arrampicato dalle grondaie per raggiungere il secondo piano di un’abitazione. Ma anche in quella circostanza era stato messo in fuga dal proprietario. Lo stesso giorno aveva rubato monili in oro e oggetti preziosi in una casa di Baveno.Era poi entrato in un’altra abitazione di Lenta (di proprietà di una biellese di 43 anni) dopo aver forzato la finestra del locale adibito a lavanderia, aveva rubato un televisore a led marca Samsung nonché svariati monili in oro.Non aveva invece rubato nulla in una casa di Serravalle Sesia due giorni dopo, ma di danni ne aveva fatti comunque parecchi considerato che aveva scassato le tapparelle e aveva mandato in frantumi il vetro di una finestra. Lo stesso giorno, a Pray Biellese – stando sempre all’accusa -, l’imputato si era arrampicato dalle tubature esterne del gas e aveva raggiunto un balcone al secondo piano. Anche in questo caso il padrone di casa era intervenuto e il ladro se l’era filata, ripassando dallo stesso percorso a velocità felina.Ricettazione. Oltre che di furti e tentati furti, l’imputato era accusato anche di due casi di ricettazione. Il primo di un apparecchio telepass rubato a Legnano da una Volvo V60 e poi utilizzato nel capoluogo lombardo e per raggiungere Biella. Il secondo caso riguardava il furto di un’Alfa Romeo 159 commesso a Genova. L'auto era la stessa utilizzata per raggiungere il Biellese e commettere i furti.L’esempio. Questo caso mette per l’ennesima volta sotto i riflettori una convinzione che spesso s’è trasformata in constatazione da parte degli investigatori. E cioè che la maggior parte dei furti in casa commessi nel Biellese ha come protagonisti ladri pendolari provenienti non solo da fuori provincia, bensì da fuori regione. Ecco perché segnalare ai carabinieri le auto sospette che circolano per strade isolate di città e paesi potrebbe produrre un’ottima prevenzione e, nella migliore delle ipotesi, catturare i ladri.
Valter Caneparo

E’ considerato un ladro acrobata, uno che non si fa problemi ad entrare in casa d’altri arrampicandosi per i tubi delle grondaie o del gas, sospettato d’aver commesso tanti altri furti ma imputato solo per una decina di casi commessi tra Biellese, Verbano e la Valsesia (solo nei primi sette giorni di marzo di tre anni fa) scoperti grazie a un lavoro certosino da parte dei carabinieri, fatto di rilievi nei luoghi dei furti, di intercettazioni, di raccolta di immagini e filmati registrati da svariate telecamere pubbliche e private. Il presunto autore di quei furti, era già stato dichiarato latitante con decreto del Gip di Biella due anni fa. Poi era stato dichiarato irreperibile dal piemme, Ernesto Napolillo, pochi mesi dopo. Infine lo hanno catturato ed è finito in carcere a Imperia.Patteggia. Nei giorni scorsi, Iulius Vasile Cercel, 29 anni, origini rumene, per l’anagrafe residente in… Italia, senza fissa dimora, anzi no, residente a Mentone (subito dopo il confine francese), al numero 28 di Avenue Riviera - viene spiegato nel capo d’imputazione -, ha patteggiato davanti al giudice del Tribunale di Biella, Pietro Brovarone, una pena tutto sommato mite rispetto alla raffica di reati di cui era accusato: due anni e otto mesi di reclusione più mille euro di multa.I fatti. Il primo furto di «un ingente quantitativo di monili in oro» - così recita il capo d’accusa – l’imputato lo avrebbe commesso in frazione Ponzone di Trivero. Secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri, il rumeno – in concorso con altri personaggi non identificati – si era arrampicato su un terrazzo e poi era entrato in un appartamento dopo aver forzato una finestra. L’intervento del padrone di casa, aveva reso vano un furto a Valle Mosso, in frazione Torello, la stessa sera. Sempre stando all’accusa, l’imputato, qualche giorno dopo, si era arrampicato dalle grondaie per raggiungere il secondo piano di un’abitazione. Ma anche in quella circostanza era stato messo in fuga dal proprietario. Lo stesso giorno aveva rubato monili in oro e oggetti preziosi in una casa di Baveno.Era poi entrato in un’altra abitazione di Lenta (di proprietà di una biellese di 43 anni) dopo aver forzato la finestra del locale adibito a lavanderia, aveva rubato un televisore a led marca Samsung nonché svariati monili in oro.Non aveva invece rubato nulla in una casa di Serravalle Sesia due giorni dopo, ma di danni ne aveva fatti comunque parecchi considerato che aveva scassato le tapparelle e aveva mandato in frantumi il vetro di una finestra. Lo stesso giorno, a Pray Biellese – stando sempre all’accusa -, l’imputato si era arrampicato dalle tubature esterne del gas e aveva raggiunto un balcone al secondo piano. Anche in questo caso il padrone di casa era intervenuto e il ladro se l’era filata, ripassando dallo stesso percorso a velocità felina.Ricettazione. Oltre che di furti e tentati furti, l’imputato era accusato anche di due casi di ricettazione. Il primo di un apparecchio telepass rubato a Legnano da una Volvo V60 e poi utilizzato nel capoluogo lombardo e per raggiungere Biella. Il secondo caso riguardava il furto di un’Alfa Romeo 159 commesso a Genova. L'auto era la stessa utilizzata per raggiungere il Biellese e commettere i furti.L’esempio. Questo caso mette per l’ennesima volta sotto i riflettori una convinzione che spesso s’è trasformata in constatazione da parte degli investigatori. E cioè che la maggior parte dei furti in casa commessi nel Biellese ha come protagonisti ladri pendolari provenienti non solo da fuori provincia, bensì da fuori regione. Ecco perché segnalare ai carabinieri le auto sospette che circolano per strade isolate di città e paesi potrebbe produrre un’ottima prevenzione e, nella migliore delle ipotesi, catturare i ladri.
Valter Caneparo

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