Polizia Squadra mobile

Fucile a canne mozze sul camion: arrestato

Arma clandestina, smontata e con matricola abrasa. Nascosta in cabina.

Fucile a canne mozze sul camion: arrestato
Biella Città, 03 Marzo 2020 ore 11:54

Fucile a canne mozze sul camion: arrestato.

Pure con la matricola abrasa

Lunedì notte scorso la Polizia di Stato ha arrestato un uomo per la detenzione di un’arma clandestina ed alterata con matricola abrasa e per ricettazione. Nello specifico, durante un servizio predisposto dalla Squadra Mobile finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati in città, si procedeva a controllare un autocarro che viaggiava a velocità non adeguata alle condizioni di tempo e di luogo.

Noto alla giustizia

Dal controllo del soggetto alla guida emergeva che lo stesso era già noto alle Forze dell’Ordine per numerosi precedenti penali per reati in materia di sostanze stupefacenti, armi, reati contro la persona ed il patrimonio. Si decideva, quindi, di sottoporre l’uomo a perquisizione personale, estesa al veicolo, che dava esito positivo in quanto all’interno della cabina guida dell’autocarro, in una tasca porta oggetti della portiera lato passeggero, veniva rinvenuto un fucile a canne mozze con matricola abrasa sulle canne e sul castello, custodito smontato, per essere meglio occultato, in una borsa di stoffa.

Fucile modificato

Il fucile era stato modificato con il taglio delle canne e del calcio per essere trasportato più agevolmente. L’uomo, cinquanteseienne siciliano, ma residente da anni in Emilia Romagna, veniva quindi accompagnato presso gli Uffici della Questura ove, anche in virtù del suo “curriculum criminale”, veniva arrestato in flagranza per il reato di detenzione di arma clandestina ed alterata e per il reato di ricettazione, in quanto non sapeva spiegare la provenienza di detto fucile.

Ora è in carcere

Il soggetto, su disposizione del Sostituto Procuratore, veniva associato alla locale casa circondariale in attesa dell’udienza di convalida. Il giorno successivo il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Vercelli convalidava l’arresto e disponeva per l’uomo la misura cautelare della custodia in carcere.

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