fuori provincia

Follia in carcere: Magrebini contro Resto del Mondo ed esplode rissa furiosa

Chiepolo (Sappe): "Un clima di guerriglia con immobili e suppellettili distrutti ed usati come armi"

Follia in carcere: Magrebini contro Resto del Mondo ed esplode rissa furiosa
13 Agosto 2020 ore 12:52

Teatro di una rissa che ha rischiato di trasformarsi in una sommossa, ieri sera, è stato il carcere di Aosta.Una nota stampa del sindacato di polizia penitenziaria Sappe di Piemone e Valle d’Aota parla di “Giornata di follia e violenza mercoledì nel carcere di Aosta”.

La nota del Sappe: “Magrebini contro tutte le altre etnie”

“Solamente il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari – prosegue la nota del Sappe, per voce del dirigente di Aosta Massimo Chiepolo – ha tamponato le conseguenze di una improvvisa e sciagurata rissa tra detenuti. Nella mattinata di mercoledì 12 agosto, all’interno di un reparto della Casa circondariale di Aosta, è scoppiata una rissa tra due fazioni di detenuti, una composta da maghrebini e l’altra dal resto delle etnie, per motivazioni ancora da accertare”.

“Quel che è accaduto, ha riportato alla ribalta le difficoltà della struttura detentiva e delle gravi condizioni operative nelle quali lavora ogni giorno il personale di Polizia Penitenziaria. Dove sono ora quelli che rivendicano ad ogni piè sospinto più diritti e più attenzione per i criminali ma si scordano sistematicamente dei servitori dello Stato, come gli Agenti di Polizia Penitenziaria e gli appartenenti alle Forze dell’Ordine, che ogni giorno rischiano la vita per la salvaguardia delle Istituzioni?”.

La cronaca parla di diversi feriti , ma nessun agente,  “in un clima di guerriglia con immobili e suppellettili distrutti ed usati come armi – aggiunge Chiepolo –  Ovviamente tutto ciò si è potuto verificare grazie al regime “aperto” e solamente la prontezza e professionalità del personale intervenuto ha evitato un epilogo ben più drammatico”.

I numeri impietosi delle carceri italiane

Il SAPPE ricorda i numeri delle carceri e dell’esecuzione della pena in Italia: alla data del 31 luglio scorso, erano detenute nelle carceri del Paese 53.619 detenuti rispetto alla capienza regolamentare di poco meno di 50mila posti. Gli stranieri ristretti nelle nostre carceri sono 17.510 (il 33%). Ben 100.891 i soggetti seguiti dagli Uffici di esecuzione penale esterna, 1.322 i minorenni e giovani adulti presenti nei servizi residenziali e 13.190 quelli in carico ai servizi della Giustizia minorile.

Schizza il numero di aggressini, minacce e telefonini sequestrati in carcere

Gli eventi critici contro gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono aumentati in maniera spaventosa”, aggiunge. “Siamo passati dalle 378 aggressioni agli Agenti del primo semestre 2019 ai 502 del successivo semestre, dai 737 ai 1.119 telefonini rinvenuti e sequestrati ai detenuti, dalle 477 minacce-violenze-ingiurie alle 546, dalle 3.819 alle 4.179 manifestazioni di protestaSenza dimenticare le recenti rivolte in oltre trenta strutture detentive sull’intero territorio nazionale, con circa 60 poliziotti penitenziari feriti e contusi, 13 detenuti morti per abuso di farmaci (9 a Modena e 4 a Rieti), interi Reparti detentivi devastati, incendiati e distrutti, Agenti sequestrati, maxi evasioni, fuoco e fiamme un po’ ovunque. E tutto questo in assenza di provvedimenti utili a garantire la sicurezza e l’incolumità del personale di Polizia Penitenziaria”.

 

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