Finti rifornimenti, conto prosciugato

Finti rifornimenti, conto prosciugato
05 Maggio 2017 ore 12:57

Secondo i carabinieri, i due imputati si erano messi d’accordo per fare la cresta ai danni della ditta di cui era dipendente uno di loro grazie a finti rifornimenti di carburante nel distributore di benzina gestito dall’altro. Così, poco alla volta, nell’arco di poco più di un anno, come sanguisughe con le loro vittime, sarebbero riusciti a racimolare qualcosa come 40.375 euro utilizzando la card per distributori di benzina intestata alla società. Un passo falso e gli estratti conto richiesti dall’amministratore della ditta prosciugata che ha voluto vederci chiaro, hanno però consentito di scoprire il motivo di tale ammanco. Nei guai erano finiti Fabrizio Crestani, 53 anni, di Biella, presunto dipendente infedele (difeso dall’avvocato Riccardo Ventura), e Fabrizio Giarratana, 44 anni, di Biella (avvocato Pierpaolo Finotto), gestore dell’impianto dei carburante dei falsi rifornimenti.

Alla fine se la sono cavata entrambi con una pena patteggiata tutto sommato mite a cinque mesi di reclusione più 200 euro di multa con la condizionale. Il giudice dell’udienza preliminare, Anna Ferretti, ha riconosciuto a entrambi gli imputati le circostanze attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti e l’attenuante del risarcimento del danno alla parte offesa.

I fatti sono avvenuti nell’arco di poco più di un anno, dal 1° dicembre 2014 al marzo dell’anno successivo. Secondo l’accusa, i due, in concorso, avrebbero utilizzato in modo indebito la card per distributori Eni intestata alla società “Scatolificio Biellese srl” di Verrone, in uso a Crestani, mediate falsi rifornimenti di carburante al distributore Eni lungo la Trossi di cui era gestore Giarratana.

V.Ca.

Secondo i carabinieri, i due imputati si erano messi d’accordo per fare la cresta ai danni della ditta di cui era dipendente uno di loro grazie a finti rifornimenti di carburante nel distributore di benzina gestito dall’altro. Così, poco alla volta, nell’arco di poco più di un anno, come sanguisughe con le loro vittime, sarebbero riusciti a racimolare qualcosa come 40.375 euro utilizzando la card per distributori di benzina intestata alla società. Un passo falso e gli estratti conto richiesti dall’amministratore della ditta prosciugata che ha voluto vederci chiaro, hanno però consentito di scoprire il motivo di tale ammanco. Nei guai erano finiti Fabrizio Crestani, 53 anni, di Biella, presunto dipendente infedele (difeso dall’avvocato Riccardo Ventura), e Fabrizio Giarratana, 44 anni, di Biella (avvocato Pierpaolo Finotto), gestore dell’impianto dei carburante dei falsi rifornimenti.

Alla fine se la sono cavata entrambi con una pena patteggiata tutto sommato mite a cinque mesi di reclusione più 200 euro di multa con la condizionale. Il giudice dell’udienza preliminare, Anna Ferretti, ha riconosciuto a entrambi gli imputati le circostanze attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti e l’attenuante del risarcimento del danno alla parte offesa.

I fatti sono avvenuti nell’arco di poco più di un anno, dal 1° dicembre 2014 al marzo dell’anno successivo. Secondo l’accusa, i due, in concorso, avrebbero utilizzato in modo indebito la card per distributori Eni intestata alla società “Scatolificio Biellese srl” di Verrone, in uso a Crestani, mediate falsi rifornimenti di carburante al distributore Eni lungo la Trossi di cui era gestore Giarratana.

V.Ca.

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