Finti incidenti per veri risarcimenti

Finti incidenti per veri risarcimenti
09 Maggio 2017 ore 13:02

Sono accusati di essersi inventati due incidenti stradali al fine di conseguire l’indennizzo da parte dell’assicurazione. Secondo il perito che ha visionato i mezzi segnalati quali coinvolti nei sinistri, i danni non sarebbero stati compatibili con la dinamica dei presunti incidenti riportata nella “constatazione amichevole” in entrambi i casi. Accusati del reato di danneggiamento fraudolento, Rocco e Riziero Bottone, di 45 e 49 anni, di Biella (difesi dall’avvocato Romanello), sono stati rinviati a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare, Anna Ferretti, per l’udienza del 20 febbraio del prossimo anno quando avranno la possibilità eventualmente di confutare le accuse nel corso del dibattimento.

I fatti sono avvenuti a poca distanza l’uno dall’altro, il 14 e il 20 marzo del 2013. Per l’accusa, il primo imputato si sarebbe inventato un incidente stradale al fine di ottenere il risarcimento dei danni dalla sua compagnia di assicurazione “Sara Spa”, tra la sua Golf e una Hyundai Atos. Secondo il perito, però, i danni non sarebbero risultati compatibili con la dinamica «per altezza, tipologia e deformazione». La Hyundai, inoltre, «sulle parti danneggiate presenta segni di ruggine che fanno supporre una chiara preesistenza dei danni». In merito alla Golf, infine, «il mezzo visionato presenta danni già periziati in un sinistro del 2010». Contestata anche una testimonianza in un primo tempo favorevole.

Analoga la contestazione anche per il secondo imputato. L’incidente – per l’accusa inventato – si riferiva a uno scontro tra l’Alfa dell’imputato e una Tiguan. Anche in questo caso, per il perito, i danni erano risultati incompatibili in quanto – riporta – «la Tiguan non presenta alcun danno». Viene inoltre contestata una testimonianza favorevole poi disconosciuta dal firmatario.

R.E.B.

Sono accusati di essersi inventati due incidenti stradali al fine di conseguire l’indennizzo da parte dell’assicurazione. Secondo il perito che ha visionato i mezzi segnalati quali coinvolti nei sinistri, i danni non sarebbero stati compatibili con la dinamica dei presunti incidenti riportata nella “constatazione amichevole” in entrambi i casi. Accusati del reato di danneggiamento fraudolento, Rocco e Riziero Bottone, di 45 e 49 anni, di Biella (difesi dall’avvocato Romanello), sono stati rinviati a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare, Anna Ferretti, per l’udienza del 20 febbraio del prossimo anno quando avranno la possibilità eventualmente di confutare le accuse nel corso del dibattimento.

I fatti sono avvenuti a poca distanza l’uno dall’altro, il 14 e il 20 marzo del 2013. Per l’accusa, il primo imputato si sarebbe inventato un incidente stradale al fine di ottenere il risarcimento dei danni dalla sua compagnia di assicurazione “Sara Spa”, tra la sua Golf e una Hyundai Atos. Secondo il perito, però, i danni non sarebbero risultati compatibili con la dinamica «per altezza, tipologia e deformazione». La Hyundai, inoltre, «sulle parti danneggiate presenta segni di ruggine che fanno supporre una chiara preesistenza dei danni». In merito alla Golf, infine, «il mezzo visionato presenta danni già periziati in un sinistro del 2010». Contestata anche una testimonianza in un primo tempo favorevole.

Analoga la contestazione anche per il secondo imputato. L’incidente – per l’accusa inventato – si riferiva a uno scontro tra l’Alfa dell’imputato e una Tiguan. Anche in questo caso, per il perito, i danni erano risultati incompatibili in quanto – riporta – «la Tiguan non presenta alcun danno». Viene inoltre contestata una testimonianza favorevole poi disconosciuta dal firmatario.

R.E.B.

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