Cronaca

Estorsione all’impresario funebre

Estorsione all’impresario funebre
Cronaca 09 Luglio 2015 ore 17:54

Per l’accusa di estorsione da 20mila euro all’ex datore di lavoro di un’impresa funebre, Gian Paolo Finotti, 62 anni, di Vigliano, è stato condannato ieri mattina con rito abbreviato dal giudice, Claudio Ferrero, a due anni e quattro mesi di reclusione più 800 euro di multa. Il giudice ha inoltre disposto nei confronti dell’imputato il risarcimento dei danni in favore della parte civile rimettendo le parti davanti al giudice, riconoscendo una provvisionale di duemila euro. Oltre che di estorsione, Finotti doveva rispondere anche del porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Il giorno che era stato arrestato, infatti, i carabinieri gli avevano trovato in macchina due cutter e un lungo e robusto bastone. L’imputato era stato  arrestato a maggio dell’anno scorso e poi messo subito ai “domiciliari”, al termine di un’operazione condotta dai carabinieri della Procura coordinati dal maresciallo Tindaro Gullo.

«Se non paghi - aveva intimato l’imputato all’ex datore di lavoro, Gianluca Marucchi, titolare dell’omonima impresa funebre di Gaglianico, non sapendo di essere filmato e registrato - ti faccio passare dei guai, ti rovino l’azienda, mi rivolgo alla Guardia di finanza, all’Ispettorato del lavoro e ai giornali...».

Valter Caneparo

Leggi l’articolo integrale sull’Eco di Biella di giovedì 9 luglio 2015 

Per l’accusa di estorsione da 20mila euro all’ex datore di lavoro di un’impresa funebre, Gian Paolo Finotti, 62 anni, di Vigliano, è stato condannato ieri mattina con rito abbreviato dal giudice, Claudio Ferrero, a due anni e quattro mesi di reclusione più 800 euro di multa. Il giudice ha inoltre disposto nei confronti dell’imputato il risarcimento dei danni in favore della parte civile rimettendo le parti davanti al giudice, riconoscendo una provvisionale di duemila euro. Oltre che di estorsione, Finotti doveva rispondere anche del porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Il giorno che era stato arrestato, infatti, i carabinieri gli avevano trovato in macchina due cutter e un lungo e robusto bastone. L’imputato era stato  arrestato a maggio dell’anno scorso e poi messo subito ai “domiciliari”, al termine di un’operazione condotta dai carabinieri della Procura coordinati dal maresciallo Tindaro Gullo.

«Se non paghi - aveva intimato l’imputato all’ex datore di lavoro, Gianluca Marucchi, titolare dell’omonima impresa funebre di Gaglianico, non sapendo di essere filmato e registrato - ti faccio passare dei guai, ti rovino l’azienda, mi rivolgo alla Guardia di finanza, all’Ispettorato del lavoro e ai giornali...».

Valter Caneparo

Leggi l’articolo integrale sull’Eco di Biella di giovedì 9 luglio 2015 

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