Menu
Cerca
A San Sebastiano

Entrò in chiesa inneggiando ad Allah: "Bastardi i cristiani". Bloccato da una carabiniera

Il sedicente terrorista rinviato a giudizio. Il processo inizierà a luglio.

Entrò in chiesa inneggiando ad Allah: "Bastardi i cristiani". Bloccato da una carabiniera
Cronaca Biella Città, 16 Febbraio 2021 ore 11:22

Entrò in chiesa inneggiando ad Allah: "Bastardi i cristiani". Bloccato da una carabiniera.

A terra i paramenti sacri

E’ entrato in chiesa con addosso uno zaino, inneggiando all’Islam e urlando frasi sconnesse in francese e altre più chiare in italiano, del tipo: «Bastardi tutti i cristiani». In riferimento a ciò che poteva contenere lo zaino, aveva aggiunto: «E’ un regalo per il popolo italiano». Ci aveva pensato un sottufficiale donna dei Carabinieri forestali, che si trovava in chiesa per seguire la funzione, a placcarlo e a provare ad ammanettarlo insieme ad un frate cappuccino, dopo che lo sconosciuto che inneggiava ad Allah aveva già raggiunto il tabernacolo e aveva gettato sul pavimenti dei paramenti sacri, con l’intenzione di salire sull’altare e strappare il crocefisso. Poco dopo, anche grazie all’aiuto dell’equipaggio di una volante della Polizia, l’esagitato era stato bloccato e portato in sacrestia. Alla fine, per fortuna, addosso e nello zaino non aveva nulla di pericoloso o con il quale avrebbe potuto fare del male a qualcuno, nemmeno il coltello che aveva chiaramente minacciato di possedere.

Imputato rinviato a giudizio, processo a luglio

La scena, che aveva fatto scoppiare il panico tra i fedeli, risale al 9 aprile di quattro anni fa ed è avvenuta nella basilica di San Sebastiano colma come non mai durante la celebrazione per la “Domenica delle Palme”. Il sedicente terrorista islamico, Kaba D., 37 anni, originario del Mali e residente a Cossato, è accusato di lesioni aggravate al sottufficiale dei Carabinieri forestali (anche al frate che non ha però voluto sporgere denuncia), resistenza a pubblico ufficiale e turbamento di funzioni religiose. Il giudice dell’udienza preliminare, nel giorni scorsi, lo ha rinviato a giudizio per il prossimo 7 luglio quando inizierà il processo. Il difensore, avvocato Enrico Melis, aveva di contro chiesto il non luogo a procedere per incapacità di intendere e volere del suo cliente al momento del fatto.

Un coraggioso Carabiniere donna

In tutta questa vicenda, emerge con evidenza il coraggio dimostrato da un militare dei Carabinieri forestali in servizio al comando di via Pietro Micca a Biella. Si chiama Loredana Foschi e di grado, all’epoca dei fatti, era vicebrigadiere. Nessuno sapeva cosa contenesse lo zainetto di quell’uomo che urlando e sbraitando contro i cristiani e inneggiando ad Allah - in un periodo peraltro di attentati e minacce varie in tutta Europa - si stava dirigendo come una furia verso l’altare. Poteva inoltre essere armato.
Il vicebrigadiere era seduta tra i fedeli per seguire la messa. Non aveva esitato a intervenire e a bloccare a terra lo straniero dopo essersi qualificata. Alla fine non era riuscita ad ammanettare l’energumeno che si dimenava come una furia se non, una manciata di minuti dopo, con l’aiuto dei colleghi della Polizia. Ma con il suo coraggio aveva impedito qualsiasi altra azione da parte del presunto fanatico dell’Islam. Era rimasta anche ferita: dieci giorni di prognosi per un trauma a un polso, nulla al confronto con ciò che era riuscita a portare a termine con l’aiuto di un prete, il Cappuccino Leonid Olikh, rimasto anche lui ferito in modo lieve ma che, alla fine, non ha voluto presentare denuncia.

L'allarme dal parroco

E’ stato il parroco, padre Bernardo, che in quel momento era in sacrestia e si stava preparando per la celebrazione della santa messa, a comporre il “112” e a far intervenire le forze dell’ordine. Intanto, in chiesa, si stava scatenando il panico tra i fedeli. Pochi istanti più tardi sono arrivate a San Sebastiano le pattuglie di carabinieri e polizia. Sono stati attimi di vera tensione: nessuno sapeva cosa contenesse lo zainetto, il timore delle forze dell’ordine era che all’interno vi fosse un ordigno o del materiale esplosivo. Alla fine, per fortuna, lo zaino non conteneva altro che documenti vari e addosso allo straniero non sono stati trovati né coltelli né armi.
V.Ca.