Cronaca
Allarme nella casa circondariale

Ennesima aggressione a un agente in carcere a Biella: Delmastro "interroga" il Ministro della Giustizia

Il deputato biellese: "Numerosi reclusi sono affetti da patologie psichiatriche che peggiorano le condizioni lavorative degli agenti".

Ennesima aggressione a un agente in carcere a Biella: Delmastro "interroga" il Ministro della Giustizia
Cronaca Biella Città, 05 Agosto 2022 ore 13:03

L'onorevole biellese Andrea Delmastro ha presentato un'interrogazione al Ministro della Giustizia in merito all'ennesima aggressione avvenuta in carcere a Biella ai danni di un agente della Polizia penitenziaria da parte di un detenuto.

L'agente colpito

"La notizia viene riportata da una nota sindacale del 4 agosto 2022, rilasciata dalla sigla Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria (Si.N.A.P.Pe.), - precisa Delmastro - . Senza alcun motivo, un detenuto ristretto nel reparto di isolamento ha colpito ripetutamente un agente in servizio con una violenza tale da richiedere il trasporto dell'aggredito presso il nosocomio locale, da cui si attende la prognosi". Delmastro chiede cosa in ministro voglia fare per pore un freno ai continui casi di aggressione negli istituti penitenziari italiani.

Tutelare uomini e donne in divisa

"E' noto - riporta il comunicato - come il penitenziario di Biella soffra di una grave carenza di organico a fronte di un numero di detenuti che va oltre le reali capacità detentive dello stesso, con numerosi reclusi affetti da diverse patologie psichiatriche che peggiorano ulteriormente le condizioni lavorative degli agenti, in quanto questi ultimi risultano privi delle necessarie competenze per poter gestire adeguatamente tali situazioni nonché privi degli strumenti essenziali al fine di tutelare la propria incolumità fisica, come tristemente dimostrato dal fatto suesposto; l'adozione di disposizioni volte alla tutela delle donne e degli uomini in divisa impegnati negli istituti di pena italiani risulta essere assolutamente indifferibile e necessaria, al fine di salvaguardare l'onorabilità e la dignità lavorativa di questi rappresentanti dello Stato i quali, nonostante le abominevoli condizioni in cui operano, si impegnano con indefessa professionalità nel mantenimento della legalità all'interno delle carceri".

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