“E’ vero, ho ucciso Erika”

“E’ vero, ho ucciso Erika”
22 Luglio 2017 ore 23:00

 

Ha confessato ogni cosa. Ha raccontato del litigio, del raptus che l’ha colpito, del coltello – quello che poco prima la sua compagna stava usando per preparare i panini per una gita in gommone – che ha tenuto stretto in pugno trascinato dalla rabbia per ciò che lei le stava dicendo, di quel rapporto logoro,  che presto lo avrebbe lasciato. E ha raccontato di quelle coltellate, precise, micidiali, che hanno sgozzato la ragazza che condivideva da dieci anni la sua vita con lui. Dimitri Fricano, 30 anni, di Biella, quartiere Vandorno, ha confessato un’ora fa d’aver ucciso Erika Preti, 28 anni, trovata senza vita nella villetta di San Teodoro, in Sardegna, dove i due fidanzati si trovavano in vacanza a casa di amici. Lo ha fatto davanti al procuratore capo di Biella, Teresa Angela Camelio,  e al maresciallo Tindaro Gullo dell’aliquota carabinieri della Sezione di Polizia giudiziaria della Procura. E lo ha fatto davanti al suo difensore, avvocato Alessandra Guarini, alla quale poco prima di salire  al terzo piano del palazzo di giustizia, aveva già confermato ogni cosa. Presente anche l’investigatore Nicola Santimone. Il giovane è stato sottoposto a fermo ed è stato portato in carcere in attesa di essere interrogato dal giudice per la convalida del provvedimento.

Ha confessato ogni cosa. Ha raccontato del litigio, del raptus che l’ha colpito, del coltello – quello che poco prima la sua compagna stava usando per preparare i panini per una gita in gommone – che ha tenuto stretto in pugno trascinato dalla rabbia per ciò che lei le stava dicendo, di quel rapporto logoro,  che presto lo avrebbe lasciato. E ha raccontato di quelle coltellate, precise, micidiali, che hanno sgozzato la ragazza che condivideva da dieci anni la sua vita con lui. Dimitri Fricano, 30 anni, di Biella, quartiere Vandorno, ha confessato un’ora fa d’aver ucciso Erika Preti, 28 anni, trovata senza vita nella villetta di San Teodoro, in Sardegna, dove i due fidanzati si trovavano in vacanza a casa di amici. Lo ha fatto davanti al procuratore capo di Biella, Teresa Angela Camelio,  e al maresciallo Tindaro Gullo dell’aliquota carabinieri della Sezione di Polizia giudiziaria della Procura. E lo ha fatto davanti al suo difensore, avvocato Alessandra Guarini, alla quale poco prima di salire  al terzo piano del palazzo di giustizia, aveva già confermato ogni cosa. Presente anche l’investigatore Nicola Santimone. Il giovane è stato sottoposto a fermo ed è stato portato in carcere in attesa di essere interrogato dal giudice per la convalida del provvedimento.


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