il caso

Duro attacco degli ambientalisti: “In Piemonte turismo venatorio e strage di specie protette”

Il Cabs, una sigla ambientalista in chiave anti bracconaggio, si è interessata dell’episodio sanzionato dai Carabinieri Forestali in cui un cacciatore bresciano è stato trovato con richiami vietati

Duro attacco degli ambientalisti: “In Piemonte turismo venatorio e strage di specie protette”
Basso Biellese, 01 Novembre 2020 ore 08:33

Il Cabs, una sigla ambientalista in chiave anti bracconaggio, che ha dimensione europea, si è interessata dell’episodio sanzionato dai Carabinieri Forestali in cui un cacciatore bresciano è stato trovato con richiami vietati. Lo riportano i colleghi di primavercelli.it

La nota degli esperti anti bracconaggio

Era inevitabile che ciò accadesse e lo avevamo denunciato. Così il CABS, l’associazione di volontari esperti in antibracconaggio commenta la denuncia di un cacciatore bresciano che, stante quanto riportato dalla stampa, è stato individuato dai Carabinieri Forestali in provincia di Vercelli. L’attacco del CABS è diretto alla Regione Piemonte la quale, con la nuova legge sulla caccia approvata la scorsa estate, non solo ha aumentato le specie cacciabili ma ha anche aperto la regione al cosiddetto turismo venatorio, ossia la presenza di cacciatori di fuori regione.

Altri turisti delle doppiette

“La denuncia nei pressi di Alice Castello – che riguarda il possesso da parte del “solito” cacciatore bresciano di più richiami acustici vietati, oltre che la presenza nel carniere di specie protette, tra cui migliarini di palude e un cardellino – è il riscontro che tenevamo – dicono al CABS – Ma è solo la punta di un iceberg. Pochi giorni prima un nostro volontario aveva individuato altri gruppi di cacciatori di fuori provincia mentre facevano strage di uccelli protetti, eppure nessuno aveva risposto per tempo alle numerose chiamate fatte”.

Una Legge scellerata

“La maggioranza del governo regionale – ha commentato il CABS – ha voluto perseverare nel suo criticatissimo intento che sa tanto di accondiscendenza verso lobbies venatorie non regionali. Di fatto, nell’ambito di un più ampio sradicamento del legami cacciatore-territorio la Regione ha implicitamente dato il via libera al saccheggio degli uccelli migratori. Un po’- ha concluso il CABS – come elevare a potenza un problema”.

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