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Indaga la Squadra mobile

Due indagati per omicidio per la morte del giovane caduto dalla finestra

Si tratterebbe di un "atto dovuto" per consentire lo svolgersi dell'autopsia in programma domani.

Due indagati per omicidio per la morte del giovane caduto dalla finestra
Cronaca Biella Città, 24 Novembre 2020 ore 17:00

Due indagati per omicidio per la morte del giovane caduto dalla finestra.

I padroni di casa

Ci sono due indagati per il reato più grave del Codice penale, l’omicidio, nell’inchiesta sulla morte di Mohamed Fad El Kheir, detto Simone, 35 anni, origini marocchine, di Biella, caduto venerdì sera dalla finestra dell’appartamento di via Ogliaro di due suoi conoscenti, uno di 21 anni, l’altro di 19, entrambi egiziani, e finito su massi lungo la riva del torrente Cervo. E’ riuscito ancora a ribadire, con la voce fioca, che aveva fatto tutto da solo. Poi è morto.

Un atto dovuto

Gi indagati sono proprio i due giovani egiziani. Si tratterebbe di un “atto dovuto” per poter disporre l’autopsia per accertare le cause della morte e per evidenziare qualsiasi concausa. L’esame autoptico dovrebbe svolgersi domattina (dopo l’affidamento dell’incarico) e dare la possibilità ai due egiziani di tutelarsi e di nominare un difensore. La famiglia della vittima, nel frattempo, ha già nominato a rappresentarla il noto avvocato biellese Marco Romanello. Genitori e fratelli sono infatti convinti che Mohamed non si sia gettato da quella finestra, a una decina di metri dal greto del torrente, in modo volontario.

L’ipotesi più accreditata

Per il momento l’ipotesi accreditata è che il giovane, con piccoli precedenti alle spalle, sia entrato in quell’appartamento di via Ogliaro (nella foto l’intero stabile dalla parte del Cervo)  per recuperare qualcosa di sua proprietà dopo aver forzato la porta d’accesso.  Quando ha sentito arrivare i padroni di casa (che lui aveva ospitato per qualche mese nel suo appartamento di Occhieppo Inferiore), si sarebbe lanciato dalla finestra per non farsi sorprendere.

La famiglia non ci crede

Una tesi osteggiata in modo netto dai familiari e dagli amici. Le indagini, affidate alla Squadra mobile della Polizia guidata dal commissario capo Castrenze Cagliari, sono in corso. A coordinarle è il sostituto procuratore Sarah Cacciaguerra.

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