Cinquemila reati denunciati, oltre dodicimila pattuglie impiegate sul territorio e più di sessantamila ore dedicate alla prevenzione. Sono alcuni dei numeri emersi dal bilancio presentato oggi al Comando provinciale dei Carabinieri di Biella dal comandante Marco Giacometti (nella foto di copertina) dell’attività svolta dai Carabinieri tra il primo maggio 2025 e il 30 aprile 2026. Un anno che conferma alcune tendenze già note, come il peso crescente delle truffe, e ne evidenzia altre, a partire dall’aumento dei furti nelle abitazioni.

«La truffa è il reato del momento»
Le truffe continuano a rappresentare una delle principali emergenze: le vittime sono prevalentemente anziane, ma il fenomeno coinvolge ormai tutte le fasce d’età. Sono salite da 623 a 650, ma il dato più significativo riguarda probabilmente quelle tentate. «La truffa è il reato del momento» – ha spiegato il comandante provinciale, sottolineando come la dimensione online renda molto più difficile cogliere i responsabili in flagranza – tra le tecniche più diffuse resta quella del falso appartenente alle forze dell’ordine. Il “finto carabiniere” – più raramente il poliziotto o il finanziere, ndr – può presentarsi direttamente a casa della vittima oppure agire per telefono o attraverso sofisticati sistemi di spoofing, che fanno apparire sul display numeri apparentemente affidabili. Un elemento positivo emerge però dall’aumento delle segnalazioni. Sempre più cittadini chiamano il 112 dopo aver riconosciuto un tentativo di raggiro. Proprio queste telefonate hanno consentito in diversi casi di intercettare le bande in azione e procedere con arresti in flagranza».

Furti stabili, ma crescono quelli in abitazione
Nel complesso i furti rimangono sostanzialmente stabili: circa un migliaio quelli registrati, in sostanziale continuità con il periodo precedente. A preoccupare è però l’incremento dei colpi nelle case, passati da circa 200 a 300 episodi in un anno. Un fenomeno che, secondo Giacometti, si concentra soprattutto nei mesi invernali, quando il buio arriva prima e offre maggiori opportunità ai malintenzionati.

Meno denunce per droga
In calo invece i reati legati agli stupefacenti. Le persone denunciate sono passate da 30 a 21. Secondo Giacometti il fenomeno non è scomparso, ma si è progressivamente spostato in aree più isolate e difficili da controllare. Se fino a pochi anni fa le attività di spaccio erano spesso concentrate all’interno o nelle immediate vicinanze dei centri abitati, oggi tendono a svilupparsi in zone boschive e periferiche difficili da raggiungere, sia per chi effettua i controlli, sia per gli stessi clienti. Rimane particolarmente attenzionata l’area della Serra, favorita dalla vicinanza con il territorio di Ivrea e dai collegamenti esistenti.

Rapine in aumento, ma il dato va contestualizzato
Le rapine sono passate da 16 a 27. Un dato che va però letto tenendo conto della natura degli episodi: la gran parte rientra infatti nella categoria delle rapine improprie, cioè situazioni in cui un furto degenera in minacce o violenza per assicurare la fuga dell’autore. Le rapine in senso stretto ci sono (si pensi alle due rapine agli uffici postali di Candelo e Vigliano) ma rappresentano una percentuale minima.

Violenza domestica: più controlli e più segnalazioni
Restano sostanzialmente stabili i procedimenti legati agli atti persecutori e al cosiddetto Codice Rosso. A crescere sono invece le denunce per violazione dei divieti di avvicinamento: 19 contro le 3 dell’anno precedente. Per il comandante provinciale si tratta di un dato incoraggiante. Sempre più spesso sono le stesse vittime, ma anche vicini, amici o parenti, a segnalare tempestivamente situazioni di pericolo. I Carabinieri svolgono inoltre servizi dedicati nei pressi delle abitazioni delle persone sottoposte a tutela. Anche nelle liti familiari le segnalazioni arrivano frequentemente da chi vive nelle vicinanze. Un contributo ritenuto importante, soprattutto nei casi in cui le vittime faticano a chiedere aiuto direttamente.

Giovani più aggressivi
Tra gli aspetti che emergono dall’osservazione quotidiana del territorio c’è una crescente tendenza a comportamenti aggressivi, percepita anche tra i più giovani. I numeri delle lesioni dolose e delle percosse restano sostanzialmente invariati, rispettivamente attorno a 150 e 50 episodi all’anno, ma la propensione al conflitto appare più diffusa rispetto al passato. Un tema affrontato anche durante gli incontri nelle scuole.

Incidenti stradali, preoccupano cellulare e distrazione
Sul fronte della sicurezza stradale, le principali cause degli incidenti continuano a essere la distrazione, spesso dovuta all’uso del telefono cellulare e atteggiamenti sempre meno prudenti al volante. Particolare attenzione viene riservata anche ai monopattini elettrici, sui quali l’Arma sta concentrando attività di prevenzione e sensibilizzazione.

Più incendi e violazioni ambientali
Per quanto riguarda l’attività dei Carabinieri Forestali, il quadro generale resta stabile. Si registra però un aumento degli incendi dolosi e delle violazioni delle normative ambientali. Giacometti ha ricordato come comportamenti apparentemente banali possano provocare conseguenze molto pesanti, come nel recente caso di Pisa dove per un incendio sviluppatosi da poche sterpaglie bruciate senza precauzioni è stato necessario evacuare migliaia di persone.
