Destinazioni dei prof, pasticcio del Miur

Destinazioni dei prof, pasticcio del Miur
Cronaca 17 Settembre 2016 ore 16:47

Non c’è pace, per i docenti neo-immessi in ruolo. Mentre continuano le nomine “tampone”, aperte lunedì, e volte a sopperire, con una prima tranche di copertura, i “buchi” in organico presentati in diverse scuole, tra medie e superiori, un nuovo ostacolo mette alla prova gli istituti come l’Ufficio Scolastico Territoriale. Ust che si sta spendendo per riparare a una falla organizzativa, alla quale il Ministero non intende concedere proroga.

Sì, perché la situazione, nella quale avvengono le nomine dei docenti, avviate in pesante ritardo, si può sintetizzare così: gli Uffici Scolastici hanno provveduto a portarle avanti il più velocemente possibile, ma il Ministero, nel frattempo, ha oscurato la piattaforma utile a “chiudere” definitivamente le procedure. Di conseguenza, l’effetto diretto di questa interruzione delle operazioni vede molti docenti impossibilitati a esprimere una preferenza sulla propria destinazione o, ancora peggio, già assegnati a una destinazione “altra”, scelta direttamente a Roma da parte del Cervellone del Miur.

Sono ore di confusione, queste, dettate da una rigidità delle tempistiche imposta dal Ministero, che non sembra tenere conto, però, del “garbuglio” organizzativo al quale sono andate incontro scuole e Ust.

 «Per il Miur, le immissioni in ruolo dovevano terminare il 10 settembre e la scadenza dei bandi emessi dalle scuole, alla ricerca di candidati idonei ai posti disponibili (ndr. la famosa “chiamata dei presidi” o “chiamata per competenze”), rientrare al 12 settembre. Così, l’applicativo della piattaforma “Istanze Online” è stato tolto il 13 settembre, martedì», spiega Marco Ramella Trotta di Flc Cgil. Peccato che le immissioni in ruolo sono cominciate soltanto il 12, lunedì, per allungamenti dei tempi dipesi proprio dalla riforma della “Buona Scuola”. E che molti insegnanti sono stati nominati i giorni seguenti, e ancora lo saranno nei prossimi giorni. A portale Sidi, quello cui fa riferimento il Ministero e che ingloba la piattaforma riservata agli utenti (i docenti), appunto già chiuso.

«Le procedure si sarebbero dovute svolgere così: il neo immesso in ruolo, da concorso o da Graduatorie a Esaurimento (GaE), sceglie  l’ambito a cui è interessato (ndr. gli ambiti introdotti dalla “Buona Scuola” sono aree territoriali scolastiche: due nel caso della provincia di Biella). Entro quarantotto ore dalle nomine, deve caricare il proprio curriculum vitae su “Istanze Online” e lì indicare una e una sola scuola di preferenza, che, se non disponibile, verrà sostituita da un’altra destinazione scelta per “vicinorietà”», spiega Marco Ramella Trotta. «Inoltre, avrebbe trovato sui siti delle scuole i bandi pubblicati circa le loro disponibilità per mandare la propria candidatura via e-mail alla dirigenza, che ha ventiquattro ore di tempo per inviare la sua proposta ai selezionati. Se al docente non arrivano proposte, si procede d’ufficio con la prima scuola di preferenza o quella che risponde al criterio di “vicinorietà”».

Ma i docenti immessi in ruolo in questi giorni non hanno potuto esprimere preferenza, in quanto “arruolati” dopo la chiusura della piattaforma. «Così il sistema nazionale sta già attribuendo d’ufficio le destinazioni. C’è disponibilità, però, da parte dell’Ufficio Scolastico di Biella a correggere queste attribuzioni, raccogliendo le indicazioni dei docenti circa la loro scuola di preferenza». Insomma, resta una carta da giocare, per i professori che rischiano di venire distribuiti “a random”. L’indirizzo, al quale inoltrare la dichiarazione, è il seguente: usp.bi@istruzione.it.

Giovanna Boglietti

Non c’è pace, per i docenti neo-immessi in ruolo. Mentre continuano le nomine “tampone”, aperte lunedì, e volte a sopperire, con una prima tranche di copertura, i “buchi” in organico presentati in diverse scuole, tra medie e superiori, un nuovo ostacolo mette alla prova gli istituti come l’Ufficio Scolastico Territoriale. Ust che si sta spendendo per riparare a una falla organizzativa, alla quale il Ministero non intende concedere proroga.

Sì, perché la situazione, nella quale avvengono le nomine dei docenti, avviate in pesante ritardo, si può sintetizzare così: gli Uffici Scolastici hanno provveduto a portarle avanti il più velocemente possibile, ma il Ministero, nel frattempo, ha oscurato la piattaforma utile a “chiudere” definitivamente le procedure. Di conseguenza, l’effetto diretto di questa interruzione delle operazioni vede molti docenti impossibilitati a esprimere una preferenza sulla propria destinazione o, ancora peggio, già assegnati a una destinazione “altra”, scelta direttamente a Roma da parte del Cervellone del Miur.

Sono ore di confusione, queste, dettate da una rigidità delle tempistiche imposta dal Ministero, che non sembra tenere conto, però, del “garbuglio” organizzativo al quale sono andate incontro scuole e Ust.

 «Per il Miur, le immissioni in ruolo dovevano terminare il 10 settembre e la scadenza dei bandi emessi dalle scuole, alla ricerca di candidati idonei ai posti disponibili (ndr. la famosa “chiamata dei presidi” o “chiamata per competenze”), rientrare al 12 settembre. Così, l’applicativo della piattaforma “Istanze Online” è stato tolto il 13 settembre, martedì», spiega Marco Ramella Trotta di Flc Cgil. Peccato che le immissioni in ruolo sono cominciate soltanto il 12, lunedì, per allungamenti dei tempi dipesi proprio dalla riforma della “Buona Scuola”. E che molti insegnanti sono stati nominati i giorni seguenti, e ancora lo saranno nei prossimi giorni. A portale Sidi, quello cui fa riferimento il Ministero e che ingloba la piattaforma riservata agli utenti (i docenti), appunto già chiuso.

«Le procedure si sarebbero dovute svolgere così: il neo immesso in ruolo, da concorso o da Graduatorie a Esaurimento (GaE), sceglie  l’ambito a cui è interessato (ndr. gli ambiti introdotti dalla “Buona Scuola” sono aree territoriali scolastiche: due nel caso della provincia di Biella). Entro quarantotto ore dalle nomine, deve caricare il proprio curriculum vitae su “Istanze Online” e lì indicare una e una sola scuola di preferenza, che, se non disponibile, verrà sostituita da un’altra destinazione scelta per “vicinorietà”», spiega Marco Ramella Trotta. «Inoltre, avrebbe trovato sui siti delle scuole i bandi pubblicati circa le loro disponibilità per mandare la propria candidatura via e-mail alla dirigenza, che ha ventiquattro ore di tempo per inviare la sua proposta ai selezionati. Se al docente non arrivano proposte, si procede d’ufficio con la prima scuola di preferenza o quella che risponde al criterio di “vicinorietà”».

Ma i docenti immessi in ruolo in questi giorni non hanno potuto esprimere preferenza, in quanto “arruolati” dopo la chiusura della piattaforma. «Così il sistema nazionale sta già attribuendo d’ufficio le destinazioni. C’è disponibilità, però, da parte dell’Ufficio Scolastico di Biella a correggere queste attribuzioni, raccogliendo le indicazioni dei docenti circa la loro scuola di preferenza». Insomma, resta una carta da giocare, per i professori che rischiano di venire distribuiti “a random”. L’indirizzo, al quale inoltrare la dichiarazione, è il seguente: usp.bi@istruzione.it.

Giovanna Boglietti