Cronaca

Delitto Vazzoler, le prime ammissioni

Delitto Vazzoler, le prime ammissioni
Cronaca 17 Dicembre 2013 ore 11:16

Prime confessioni per il delitto di Vanda Vazzoler, 63 anni, di Vigliano. Ma ci sono ancora incongruenze nei racconti degli arrestati di sabato notte. L’interrogatorio-fiume è durato ieri diverse ore.  Giovanni Stramondo, 46 anni, di Cossato, ha detto di non essere stato presente al fatto,  mentre il giovane della banda, Daniel Stefanesi, 25 anni, pure lui di Cossato, ha precisato di non aver picchiato la donna pur  ammettendo  la partecipazione alla rapina finita male.

Insomma, è confermata l’ipotesi dell’omicidio a scopo di rapina, con la pensionata di Vigliano legata e imbavagliata dagli aggressori che avevano le mirino la cassaforte di casa della quale Vanda Vazzoler non ha fornito la combinazione, addirittura perché forse non se la ricordava nemmeno.
Ieri il team della procura con il titolare,  Reposo, e i sostituti Napolillo e Alvino ha proceduto agli interrogatori. Prima con Stramondo, con precedenti penali:  tre anni fa venne arrestato nell’ambito di un’operazione antidroga  della Dia di Catania che gli sequestrarono anche una pistola e munizioni.  Interrogato anche Roberto Monterosso, 33 anni, di Ceresole d'Alba, il terzo uomo della banda finito in carcere, che - secondo le informazioni - con Stefanesi alla fine di ottobre era sfuggito al controllo dei carabinieri di Chivasso. Inseguiti, i due vennero fermati: in auto avevano guanti al lattice e attrezzi per lo scasso.
Nell’ambito dell’indagine manca la conferma dei fermi, data per scontata,  mentre oggi alle 13, verrà affidato l’incarico al dottor Roberto Testi, di Torino, perito di fama nei casi Cogne e della contessa Agusta,  per l’autopsia sul corpo di Vanda Vazzoler.  L’esito dell’esame non è di secondo piano: si tratterà di stabilire se la donna è morta per le botte, o per altre cause contingenti. Ma l’indagine dovrà svelare per bene anche le dinamiche. Resta per ora coperto il nominativo del quarto uomo, il “palo” che - individuato attraverso le telecamere in zona avrebbe consentito di  acciuffare la banda nell’indagine lampo della Mobile.  Mancano anche altri dettagli relativi al modo con cui i banditi si sono intrufolati nel condominio e sono riusciti a farsi aprire la porta dalla vittima giovedì pomeriggio della scorsa settimana.  Pare che gli aggressori abbiano usato lo stratagemma della squadra di manutenzione inviata sul posto dalla sorella della vittima, Cristina Vazzoler, geometra, e consigliere comunale. Insomma, tutto pianificato nei dettagli. Tranne la morta.

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