Delitto di Erika, un giallo con tanti indizi senza prove

Delitto di Erika, un giallo con tanti indizi senza prove
Cronaca 13 Luglio 2017 ore 21:37
Sono stati due giorni di fuoco, quelli di lunedì e martedì, a San Teodoro, in Sardegna,  per il pool difensivo che si occupa del caso di Dimitri Fricano, 30 anni, il commesso di Biella unico indagato per il delitto della compagna, Erika Preti, 28 anni, trovata sgozzata nella villetta degli orrori di località Lu Fraili, dove i due fidanzati erano ospiti per le vacanze di una coppia di amici, peraltro anche loro biellesi. Il pool è nutrito. Con gli avvocati Alessandra Guarini di Biella e Roberto Onida di Tempio, si sono ritrovati in Sardegna l’ex comandante dei Ris, generale Luciano Garofano, l’ingegnere informatico e fonico forense, Michele Vitiello, di Brescia (che affiancherà il consulente della Procura per quanto riguarda la perizia sui telefoni dei due fidanzati), il medico legale Maurizio Saliva, coordinatore di medicina legale dell’Asl di Napoli (che si confronterà con il collega che ha effettuato l’autopsia sulla salma della vittima e che ha analizzato le ferite riportate dall’indagato).
Presente in Sardegna anche l’investigatore privato di Biella, Nicolla Santimone, ex maresciallo dei carabinieri, dalla riconosciuta capacità investigativa.
Dai Ris. Lunedì il piccolo esercito di professionisti si è recato a Cagliari, nel laboratorio del Ris, il Raggruppamento scientifico dei carabinieri. In quei laboratori, si sono svolti i primi  “accertamenti tecnici irripetibili” su alcuni reperti recuperati dai militari in camice bianco nella cucina della villetta dove Erika Preti è stata sgozzata con due precisi fendenti alla gola con il coltello dalla lama seghettata con cui poco prima stava preparando dei panini per la gita in gommone che la coppia aveva programmato nel pomeriggio a Tavolara.
Valter Caneparo

Leggi di più sull’Eco di Biella di giovedì 13 luglio 2017 

Nella foto l’avvocato Alessandra Guarini intervistata per il Tg2

Sono stati due giorni di fuoco, quelli di lunedì e martedì, a San Teodoro, in Sardegna,  per il pool difensivo che si occupa del caso di Dimitri Fricano, 30 anni, il commesso di Biella unico indagato per il delitto della compagna, Erika Preti, 28 anni, trovata sgozzata nella villetta degli orrori di località Lu Fraili, dove i due fidanzati erano ospiti per le vacanze di una coppia di amici, peraltro anche loro biellesi. Il pool è nutrito. Con gli avvocati Alessandra Guarini di Biella e Roberto Onida di Tempio, si sono ritrovati in Sardegna l’ex comandante dei Ris, generale Luciano Garofano, l’ingegnere informatico e fonico forense, Michele Vitiello, di Brescia (che affiancherà il consulente della Procura per quanto riguarda la perizia sui telefoni dei due fidanzati), il medico legale Maurizio Saliva, coordinatore di medicina legale dell’Asl di Napoli (che si confronterà con il collega che ha effettuato l’autopsia sulla salma della vittima e che ha analizzato le ferite riportate dall’indagato).
Presente in Sardegna anche l’investigatore privato di Biella, Nicolla Santimone, ex maresciallo dei carabinieri, dalla riconosciuta capacità investigativa.
Dai Ris. Lunedì il piccolo esercito di professionisti si è recato a Cagliari, nel laboratorio del Ris, il Raggruppamento scientifico dei carabinieri. In quei laboratori, si sono svolti i primi  “accertamenti tecnici irripetibili” su alcuni reperti recuperati dai militari in camice bianco nella cucina della villetta dove Erika Preti è stata sgozzata con due precisi fendenti alla gola con il coltello dalla lama seghettata con cui poco prima stava preparando dei panini per la gita in gommone che la coppia aveva programmato nel pomeriggio a Tavolara.
Valter Caneparo

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Nella foto l’avvocato Alessandra Guarini intervistata per il Tg2

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