Cronaca

Delitto di Erika, Fricano si confidò sull’ambulanza

Delitto di Erika, Fricano si confidò sull’ambulanza
Cronaca 20 Gennaio 2018 ore 10:54

Ci sono mille pagine da analizzare e studiare a fondo, tutte le fotografie scattate dai carabinieri del Ris. E ad ogni foto corrisponde un commento tecnico. Senza contare i filmati da visionare a fondo. Ce n’è persino uno dove un operatore del “118” pone alcune domande su orari e luoghi a un Dimitri Fricano, 30 anni, di Biella, sdraiato sulla barella con il volto in parte tumefatto e con un occhio nero: l’espressione è sconvolta, il giovane parla a fatica, biascica qualche parola, prova a ipotizzare un orario. Proprio per analizzare al meglio l’enormità del materiale raccolto dalla Procura di Nuoro che prima di Natale ha chiuso l’inchiesta sul delitto di Erika Preti, 27 anni, di Pralungo, avvenuto l’11 giugno scorso nella villetta di San Teodoro, in Sardegna, che nei giorni scorsi si è riunito a Milano l’intero “legal team” che si occupa della difesa del fidanzato di Erika accusato del delitto e attualmente in carcere a Ivrea. A Fricano viene contestato l’omicidio volontario con le aggravanti dei futili motivi e della crudeltà. E la simulazione di reato in quanto in un primo momento il giovane aveva parlato di un fantomatico rapinatore. 

Con gli avvocati Alessandra Guarini di Biella e Roberto Onida di Tempio Pausania, si sono ritrovati l’ex comandante dei Ris, generale Luciano Garofano, l’ingegnere informatico e fonico forense, Michele Vitiello, di Brescia (che ha affiancato il consulente della Procura per quanto riguarda la perizia sui telefoni dei due fidanzati), il medico legale Maurizio Saliva, coordinatore di medicina legale dell’Asl di Napoli (che si è confrontato e si confronterà in un eventuale processo con il collega che ha effettuato l’autopsia sulla salma della vittima e che ha analizzato le ferite riportate dall’indagato). Presente a Milano anche l’investigatore privato biellese, Nicola Santimone, ex maresciallo dei carabinieri, dalla riconosciuta capacità investigativa, amico della famiglia Fricano. L’unica ad essere collegata in videoconferenza era la psichiatra forense Daniela Ponzetti, di Ivrea, che nei giorni precedenti la clamorosa confessione di Fricano al procuratore di Biella, Teresa Angela Camelio, affiancata in quell’occasione dal maresciallo dei carabinieri Tindaro Gullo, aveva fornito un importante contributo psicologico al giovane.

Con la chiusura delle indagini, la difesa ha tempo venti giorni per presentare eventuali memorie, depositare il fascicolo difensivo, chiedere che l’indagato venga interrogato. Dopo di che il Piemme potrà eventualmente chiedere il rinvio a giudizio oppure, in questo caso, il giudizio immediato, un rito alternativo che consentirebbe di saltare la fase dell’udienza preliminare.

 

Il motivo per il quale l’intero “legal team” si è ritrovato a Milano, appare evidente: definire un’eventuale strategia difensiva anche sulla base delle valutazioni dei singoli consulenti di parte. Prima il pool dovrà però lavorare in equipe, con molta attenzione, per concludere l’analisi e lo studio dettagliato degli atti dell’accusa, rappresentata dal procuratore capo di Nuoro, Andrea Garau, un vero oceano di carte.

Valter Caneparo

Ci sono mille pagine da analizzare e studiare a fondo, tutte le fotografie scattate dai carabinieri del Ris. E ad ogni foto corrisponde un commento tecnico. Senza contare i filmati da visionare a fondo. Ce n’è persino uno dove un operatore del “118” pone alcune domande su orari e luoghi a un Dimitri Fricano, 30 anni, di Biella, sdraiato sulla barella con il volto in parte tumefatto e con un occhio nero: l’espressione è sconvolta, il giovane parla a fatica, biascica qualche parola, prova a ipotizzare un orario. Proprio per analizzare al meglio l’enormità del materiale raccolto dalla Procura di Nuoro che prima di Natale ha chiuso l’inchiesta sul delitto di Erika Preti, 27 anni, di Pralungo, avvenuto l’11 giugno scorso nella villetta di San Teodoro, in Sardegna, che nei giorni scorsi si è riunito a Milano l’intero “legal team” che si occupa della difesa del fidanzato di Erika accusato del delitto e attualmente in carcere a Ivrea. A Fricano viene contestato l’omicidio volontario con le aggravanti dei futili motivi e della crudeltà. E la simulazione di reato in quanto in un primo momento il giovane aveva parlato di un fantomatico rapinatore. 

Con gli avvocati Alessandra Guarini di Biella e Roberto Onida di Tempio Pausania, si sono ritrovati l’ex comandante dei Ris, generale Luciano Garofano, l’ingegnere informatico e fonico forense, Michele Vitiello, di Brescia (che ha affiancato il consulente della Procura per quanto riguarda la perizia sui telefoni dei due fidanzati), il medico legale Maurizio Saliva, coordinatore di medicina legale dell’Asl di Napoli (che si è confrontato e si confronterà in un eventuale processo con il collega che ha effettuato l’autopsia sulla salma della vittima e che ha analizzato le ferite riportate dall’indagato). Presente a Milano anche l’investigatore privato biellese, Nicola Santimone, ex maresciallo dei carabinieri, dalla riconosciuta capacità investigativa, amico della famiglia Fricano. L’unica ad essere collegata in videoconferenza era la psichiatra forense Daniela Ponzetti, di Ivrea, che nei giorni precedenti la clamorosa confessione di Fricano al procuratore di Biella, Teresa Angela Camelio, affiancata in quell’occasione dal maresciallo dei carabinieri Tindaro Gullo, aveva fornito un importante contributo psicologico al giovane.

Con la chiusura delle indagini, la difesa ha tempo venti giorni per presentare eventuali memorie, depositare il fascicolo difensivo, chiedere che l’indagato venga interrogato. Dopo di che il Piemme potrà eventualmente chiedere il rinvio a giudizio oppure, in questo caso, il giudizio immediato, un rito alternativo che consentirebbe di saltare la fase dell’udienza preliminare.

 

Il motivo per il quale l’intero “legal team” si è ritrovato a Milano, appare evidente: definire un’eventuale strategia difensiva anche sulla base delle valutazioni dei singoli consulenti di parte. Prima il pool dovrà però lavorare in equipe, con molta attenzione, per concludere l’analisi e lo studio dettagliato degli atti dell’accusa, rappresentata dal procuratore capo di Nuoro, Andrea Garau, un vero oceano di carte.

Valter Caneparo

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