Cronaca

Da richiedenti asilo a prostitute sulla Trossi: si indaga

Da richiedenti asilo a prostitute sulla Trossi: si indaga
Cronaca 30 Gennaio 2018 ore 11:08

Potrebbero essere delle richiedenti asilo ospiti di qualche centro per migranti del Biellese, cinque delle sei ragazze nigeriane fermate e identificate nei giorni scorsi dalla polizia lungo le stradine che si dipartono dalla Trossi e si perdono in mezzo alle risaie tra Massazza e il Crocicchio di Carisio. Sono tutte nigeriane. Non arrivano con il treno oppure con l’autostradale. Non vengono portate nei luoghi di lavoro da qualche cliente compiacente. E neppure ci arrivano a piedi. Risiedono nel Biellese. Ed è una novità. La polizia mantiene sulla notizia il più stretto riserbo.

 

Attraverso la portavoce della Questura, commissario capo Rossana Inbimbo, viene spiegato che si stanno facendo accertamenti, che è ancora tutto in itinere, che potrebbe esserci uno sbaglio. La notizia dei controlli non viene nascosta e conferma che - caso più unico che raro - la polizia ha varcato i confini della città per dedicare la sua attenzione anche al territorio. Di iniziativa, oppure in concerto con i carabinieri. Il questore, Nicola Alfredo Parisi, dopotutto, lo aveva annunciato. I reati sono calati in modo vertiginoso in città grazie ai controlli più serrati? Bene, tali  controlli verranno estesi anche a tutta la provincia.

Solo una delle  nigeriane fermate proveniva a suo dire dal Torinese. Non aveva documenti, verrà espulsa. Ha preferito tenere la bocca chiusa e non denunciare i suoi aguzzini. Ha 24 anni ed è stata portata al “Cpr” (Centri permanenti per il rimpatrio) di Roma per essere identificata e riportata nella sua terra d’origine. E’ una delle centinaia di ragazze nigeriane che ogni anno varcano in qualche modo i confini nazionali, a cui viene promesso un futuro fatto di lavoro e di felicità e che invece vengono sbattute per le strade a prostituirsi non appena se ne presenta l’occasione.

V.Ca.

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Potrebbero essere delle richiedenti asilo ospiti di qualche centro per migranti del Biellese, cinque delle sei ragazze nigeriane fermate e identificate nei giorni scorsi dalla polizia lungo le stradine che si dipartono dalla Trossi e si perdono in mezzo alle risaie tra Massazza e il Crocicchio di Carisio. Sono tutte nigeriane. Non arrivano con il treno oppure con l’autostradale. Non vengono portate nei luoghi di lavoro da qualche cliente compiacente. E neppure ci arrivano a piedi. Risiedono nel Biellese. Ed è una novità. La polizia mantiene sulla notizia il più stretto riserbo.

 

Attraverso la portavoce della Questura, commissario capo Rossana Inbimbo, viene spiegato che si stanno facendo accertamenti, che è ancora tutto in itinere, che potrebbe esserci uno sbaglio. La notizia dei controlli non viene nascosta e conferma che - caso più unico che raro - la polizia ha varcato i confini della città per dedicare la sua attenzione anche al territorio. Di iniziativa, oppure in concerto con i carabinieri. Il questore, Nicola Alfredo Parisi, dopotutto, lo aveva annunciato. I reati sono calati in modo vertiginoso in città grazie ai controlli più serrati? Bene, tali  controlli verranno estesi anche a tutta la provincia.

Solo una delle  nigeriane fermate proveniva a suo dire dal Torinese. Non aveva documenti, verrà espulsa. Ha preferito tenere la bocca chiusa e non denunciare i suoi aguzzini. Ha 24 anni ed è stata portata al “Cpr” (Centri permanenti per il rimpatrio) di Roma per essere identificata e riportata nella sua terra d’origine. E’ una delle centinaia di ragazze nigeriane che ogni anno varcano in qualche modo i confini nazionali, a cui viene promesso un futuro fatto di lavoro e di felicità e che invece vengono sbattute per le strade a prostituirsi non appena se ne presenta l’occasione.

V.Ca.

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