Cronaca

Da 15 anni lascia il figlio senza soldi

Da 15 anni lascia il figlio senza soldi
Cronaca 09 Agosto 2015 ore 02:35

Non ha mai versato nulla nei confronti del figlio portatore di handicap, neppure la misera cifra di circa 130 euro (rivalutabili secondo gli indici Istat, oltre al rimborso delle spese mediche  e straordinarie nella misura del 50 per cento) come da sentenza del Tribunale di Biella in sede di divorzio tra coniugi ormai nel lontano 30 maggio del 2000. E non ha mai versato un euro nonostante, nel 2008, avesse già subito una condanna a un anno e tre mesi di reclusione per lo steso identico motivo. Nulla di nulla, per più di 15 lunghi anni.

La storia. Il caso è stato rievocato in tribunale. Imputato è un uomo di Biella (difeso dall’avvocatoMaurizio Vigato), di cui, per evidenti ragioni di tutela del figlio, non pubblicheremo legeneralità. Il processo in questione è l’ennesimo esempio di come, anche in presenza di unasituazione che l’ex moglie dell’imputato definisce «non soltanto deplorevole, ma di unagravità inaudita proprio in ragione delle condizioni in cui versa mio figlio», in taluni casirisulta quasi impossibile ottenere giustizia. 

Senza reddito?L’imputato ha sempre sostenuto di non avere reddito anche se è sempre riuscito «lo stesso a campare». Anche stavolta, quantomeno sotto l’aspetto giudiziario, non è finita bene per lui. E’ stato infatti condannato dal giudice, Vincenza Puglisi, a dieci mesi di reclusione nonché al risarcimento dei danni da liquidarsi in separato giudizio civile. Il giudice ha inoltre condannato l’imputato al pagamento, in favore della parte civile costituita con l’avvocato Sandro Delmastro, delle spese legali e di costituzione che sono state liquidate in complessivi 1.200 euro.

Finalmente giustizia?Le parole per fare colpo non mancano: condanna, pena, responsabile, risarcimento, danni da liquidare, separato giudizio civile, spese. Non si riesce però a evincere sul serio se stavolta, dopo una vita ad allevare da sola quello che da bambino che era all’inizio della disputa giudiziaria s’è trasformato in uomo, quella donna riuscirà finalmente a ottenere giustizia vera e, quel che più conta, almeno una parte dei tanti soldi che le spettano.

V.Ca.

Non ha mai versato nulla nei confronti del figlio portatore di handicap, neppure la misera cifra di circa 130 euro (rivalutabili secondo gli indici Istat, oltre al rimborso delle spese mediche  e straordinarie nella misura del 50 per cento) come da sentenza del Tribunale di Biella in sede di divorzio tra coniugi ormai nel lontano 30 maggio del 2000. E non ha mai versato un euro nonostante, nel 2008, avesse già subito una condanna a un anno e tre mesi di reclusione per lo steso identico motivo. Nulla di nulla, per più di 15 lunghi anni.

La storia. Il caso è stato rievocato in tribunale. Imputato è un uomo di Biella (difeso dall’avvocatoMaurizio Vigato), di cui, per evidenti ragioni di tutela del figlio, non pubblicheremo legeneralità. Il processo in questione è l’ennesimo esempio di come, anche in presenza di unasituazione che l’ex moglie dell’imputato definisce «non soltanto deplorevole, ma di unagravità inaudita proprio in ragione delle condizioni in cui versa mio figlio», in taluni casirisulta quasi impossibile ottenere giustizia. 

Senza reddito?L’imputato ha sempre sostenuto di non avere reddito anche se è sempre riuscito «lo stesso a campare». Anche stavolta, quantomeno sotto l’aspetto giudiziario, non è finita bene per lui. E’ stato infatti condannato dal giudice, Vincenza Puglisi, a dieci mesi di reclusione nonché al risarcimento dei danni da liquidarsi in separato giudizio civile. Il giudice ha inoltre condannato l’imputato al pagamento, in favore della parte civile costituita con l’avvocato Sandro Delmastro, delle spese legali e di costituzione che sono state liquidate in complessivi 1.200 euro.

Finalmente giustizia?Le parole per fare colpo non mancano: condanna, pena, responsabile, risarcimento, danni da liquidare, separato giudizio civile, spese. Non si riesce però a evincere sul serio se stavolta, dopo una vita ad allevare da sola quello che da bambino che era all’inizio della disputa giudiziaria s’è trasformato in uomo, quella donna riuscirà finalmente a ottenere giustizia vera e, quel che più conta, almeno una parte dei tanti soldi che le spettano.

V.Ca.

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