La storia

Così l’Eco raccontò i giorni dopo l’omicidio di Cusano

Le prime pagine dopo l'omicidio commesso dalle Brigate Rosse.

Così l’Eco raccontò i giorni dopo l’omicidio di Cusano

Fu Eco di Biella il primo giornale locale a raccontare l’uccisione del vice questore Francesco Cusano, seguendo poi la vicenda anche nelle edizioni successive, tra il dolore della città e l’avanzare delle indagini. Il 2 settembre 1976, il giorno dopo l’omicidio, il giornale aprì con un titolo netto: «Il vice questore dott. Cusano ucciso da due banditi», accompagnato da un secondo elemento destinato ad assumere grande importanza investigativa: «Gli sono rimasti in mano i documenti degli assassini». Nelle pagine di quella prima edizione trovavano spazio la ricostruzione dell’agguato, le prime testimonianze e la caccia agli autori.

Eco di Biella 2 settembre 1976

Così l’Eco raccontò i giorni dopo l’omicidio di Cusano

Quattro giorni più tardi, il 6 settembre, l’Eco raccontò invece il lutto collettivo dopo i funerali. Il titolo occupava praticamente tutta la prima pagina: «Tutta Biella si è fermata addolorata e commossa». Sotto, le immagini della folla e il racconto di una città che aveva accompagnato il feretro del vice questore insieme alle autorità e alle forze dell’ordine.

Eco di Biella 6 settembre 1976

Il 9 settembre, con le indagini ormai concentrate sulla pista terroristica, il giornale tornò sul caso con «Hanno sparato in due al dott. Cusano. La caccia ai brigatisti rossi continua».

Eco di Biella 9 settembre 1976

Tre prime pagine che, a cinquant’anni di distanza, restituiscono non soltanto la cronaca dell’omicidio Cusano, ma anche il modo in cui Biella visse quei giorni: prima lo sgomento, poi il lutto e infine l’attesa per le indagini sugli anni più duri del terrorismo.

La cerimonia di commemorazione

A cinquant’anni dall’omicidio di Francesco Cusano, martedì pomeriggio, in Largo Cusano, ai Giardini Zumaglini, Biella ha ricordato il vice questore aggiunto con l’inaugurazione del nuovo monumento dedicato alla sua memoria, alla presenza del capo della Polizia Vittorio Pisani e delle autorità locali.

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