Corradino: “Non ho usato l’auto per scopi personali, ho la coscienza pulita”

Intervista al sindaco sul caso dell'inchiesta della Procura per peculato d'uso.

Corradino: “Non ho usato l’auto per scopi personali, ho la coscienza pulita”
Biella Città, 09 Dicembre 2019 ore 06:30

Corradino: “Non ho usato l’auto per scopi personali, ho la coscienza pulita”. «Tre ore in Procura? Sì, è vero – ironizza tra lo stupito e il risentito -: la prima ora mi hanno frustato, la seconda mi hanno immerso nell’olio bollente e la terza, per paura di ciò che avrebbero potuto farmi, ho deciso che forse era meglio confessare…». Un momento di pausa, un lungo respiro dopo l’amara battuta e poi Corradino riprende, più torrentello di montagna che fiume in piena come suo solito, forse per cautela, per non esporsi ancora una volta in un periodo in cui ogni sua parola e ogni suo gesto scatenano polemiche politiche e richieste di dimissioni dopo appena sei mesi da primo cittadino di Biella: «Ma quali tre ore, non diciamo sciocchezze – replica -. Dell’incontro in Procura non posso dire nulla per evidenti motivi, ma è chiaro che è durato pochi minuti, giusto il tempo del confronto…».

Corradino parla

Parla, dopo l’ennesima bufera che lo coinvolge, il sindaco Claudio Corradino. Lo fa dopo che la notizia della sua convocazione in Procura di giovedì mattina quando è salito al terzo piano del Palazzo di giustizia nell’ufficio del procuratore Teresa Angela Camelio, accompagnato dal suo legale, avvocato Carlo Boggio Marzet, è rimbalzata su tutti gli organi di stampa, “Tg1” dell’ora di pranzo di sabato compreso.

L’accusa

Gli viene contestato il peculato d’uso, reato riservato al pubblico ufficiale o all’incaricato di pubblico servizio che utilizza “la cosa pubblica al solo scopo di farne uso momentaneo e, dopo tale uso, la restituisce immediatamente”.
Motivo dell’accusa è l’utilizzo dell’auto di servizio, una Bmw di colore blu che sarebbe stata vista davanti all’abitazione di Cossato del sindaco in tre giorni consecutivi nel mese di settembre scorso mentre – a detta dell’accusa – avrebbe dovuto trovarsi nel garage comunale. Altri tre episodi si riferiscono al periodo in cui Corradino era sindaco a Cossato.

Le dichiarazioni

«Questa storia non potrà che finire bene perché ho la coscienza pulita. Nella peggiore delle ipotesi si parla di cifre irrisorie, di non più di dieci euro, ma è ancora tutto da verificare. Ogni cosa viene fatta dal sottoscritto sempre in buona fede e per il bene dei miei concittadini. Di certo non mi sono fatto gli affari miei. Se in quelle tre sere l’auto si trovava parcheggiata sotto casa mia, significa che l’avevo utilizzata per motivi di servizio e non per motivi personali. Ho avuto modo di documentare nel dettaglio i miei spostamenti in quei tre giorni che, a onor del vero, sono stati parecchio impegnativi. Le prove di questi impegni si possono ricercare su tutti gli organi di informazione e sui siti internet che hanno riportato foto e notizie con dovizia di particolari>.

V.Ca.

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