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Coronavirus, Vigliano piange don Sossa. Ricoverato anche il parroco

Il sacerdote salesiano si è spento a 86 anni.

Coronavirus, Vigliano piange don Sossa. Ricoverato anche il parroco
Grande Biella, 26 Marzo 2020 ore 15:59

Coronavirus, Vigliano piange don Sossa. Ricoverato anche il parroco. Il sacerdote salesiano si è spento a 86 anni.

Vigliano piange don Sossa

Si è spento a 86 anni don Albino Sossa, salesiano sacerdote di 86 anni. Lascia, oltre  ai confratelli della comunità, il nipote Mark e una cugina, Rossana.

In attesa di poter procedere con il funerale, la salma è stata tralsata momentaneamente nella tomba dei salesiani di Muzzano per poi essere tumulata, dopo le esequie, nel cimitero di Trieste, nella tomba dei confratelli salesiani.

Quello di don Sossa non sarebbe l’unico caso verificatosi nella comunità religiosa di Vigliano Biellese. Anche il parroco, don Gianni Moriondo, è ricoverato in ospedale. L’istituto salesiano al momento non è in quarantena: lo precisa il sindaco, Cristina Vazzoler.

Di seguito riportiamo il ricordo di din Sossa pubblicato sulla pagina Facebook dell’Istituto Cnos Fap di Vigliano Biellese:

“Dal primo secondo mi è venuta in mente una immagine e poi da quando ho iniziato a vedere la foto che molti postavano, il dubbio di quella immagine che avevo visto e che ho ben presente nella testa e nel cuore, mi tornava sempre più.
Perché sai Don Albino, non c’è altro modo di spiegare la morte se non attraverso la vita.
Allora guardando la tua foto ripresa da tanti giornali, in tanti ricordi, mi si conferma il pensiero che a volte è nella separazione che scopriamo la ricchezza di una presenza ma soprattutto mi viene in mente che manca sempre un pezzo.
Certo quella foto è molto bella.
Sorridi.
Tra l’altro è la prima volta che ti do del tu… porta pazienza ma andiamo avanti.
Ti scrivevo che sorridi e quel sorriso ha provocato in me ancora di più quel sospetto che ho avuto, dal primo secondo, che a quella foto mancasse “un pezzo”.
A volte la vita ci fa un po’ a pezzi, ci taglia, ci strappa… e tu di tagli e strappi ne hai visti e mi sa che un po’ ne hai anche subiti ma, siccome sei uno dei tanti Santi che camminano per le nostre strade, hai sempre considerato la sofferenza degli altri l’occasione per dare un senso alla vita tua e hai sempre considerato la sofferenza tua, quel contributo, piccolo o grande, che si può dare alla croce di quel Cristo che tanto hai amato e che tanto hai insegnato ad amare.
Ma torno alla foto, porta pazienza… in quella foto che ti vede sorridente a ben vedere c’era un angolo di giacca che provocava ricordi e certezze.
Eh si don Albino, ti hanno anche “rifilato la foto”. Dovevi “stare dentro i contorni”, tutta la vita provano a farci stare “dentro ai contorni”, fin da piccoli ci insegnano a stare “dentro ai contorni” ma tu eri uno di quelli che dentro ai contorni faticava a starci… e come poteva non essere così, tu parli di Infinito, di Eterno, e chi può tenere dentro i contorni chi contorni non ne ha?
Vabbè, ma torno alla foto. Ti dicevo che si vedeva un pezzo di stoffa e qui lo so che farai un sorriso e ti verrà in mente in un solo secondo la “stoffa buona” e “labito liso” una quaresima insomma… vado, cerco e… trovo!
La giacca di Papi! Un sorriso così poteva non “essere” eco del sorriso profondo del tuo cuore? Ma li vedi quegli occhi? Ma lo vedi quel sorriso tra la barba bianca?
Ho letto molto in questi giorni sul tuo essere “friulano”, un po’ burbero qualcuno ha scritto. Forse aveva ragione ma io guardo quella foto e vedo solo tanta tenerezza, tanta dolcezza, tanta “misericordia”.
Allora don Albino va bene così. Una cosa è certa! Tu ieri mattina hai lasciato la “stazione” (quella del treno o quella della via crucis poco importa), l’hai fatto nel giorno della tua ordinazione sacerdotale, l’hai fatto da solo e questo un po’ mi dispiace, ma siccome sei uomo operativo (e chi ti mette a riposo?) sicuramente ieri ti sarai preparato di tutto punto e pronti via! Ti sarai fermato al primo piano, sarai andato da un Prete Torinese con l’abito rotto come il tuo a dirgli che “la missione è stata compiuta” fino infondo pagando il prezzo di una sofferenza vissuta, consumata, direi… crocifissa e lì riceverai il primo bacio, quello del tuo don Bosco.
Ma poi andrai un piano oltre, cercherai l’ufficio della Mamma del “titolare”, per ricevere il secondo bacio, quello della Madre che ti accoglierà con quella tenerezza che parla tutte le lingue del mondo, quelle cha hai conosciuto e parlato e secondo me ti saluterà soprattutto in tutti i dialetti nigeriani…
Ma siccome sei metodico, avrai fatto un piano in più e sarai andato dai “titolari” che ti riconosceranno come il “servo buono” quello che ha fatto il suo dovere e, loro che lo sanno, ti avranno già preparato quell'”incorruttibile corona” che spetta alle anime giuste.
Ma sono sicuro che ad un certo punto ti prenderà un po’ di fretta, saluterai tutti e comincerai a gauradarti attorno fino a scioglierti in un sorriso come quello della foto, e lì mi sarà ancora più chiaro quel sorriso che vedo nell’immagine ripresa da tanti giornali e profili, ne avrò la certezza quando sentirai un urlaccio chiamarti “Tesoro!” e lì sarà gioia vera.
Allora chiederai: “Papi, come va? Tutto bene?”, e lui ti dirà “Non Bene, Benissimo! e tu?” e tu risponderai “quel che va bene, va bene!” e poi, insieme rifarete il giro, dei “titolari”, della “mamma dei titolari”, del Prete Torinese e li metterete a lavorare duro per Ondo, per il Congo, per la Nigeria, per Muzzano, Vercelli, per Vigliano, per tutti, anche per noi che oggi vi piangiamo sapendo che infondo state pensate “andate a lavorare pelandroni che questo è un laboratorio e non un parlatorio! Ci sono dei ragazzi da amare….”
Allora Don Albino la finisco qui, alle 8,00 o giù di lì avrai la prima messa dal cielo, ricordaci tutti, noi intanto andiamo avanti ad amare i tuoi ragazzi, i nostri ragazzi, tutti.
A proposito… abbraccia Vincenzo, digli che ci manca come ci manchi tu…

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