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Confessano i sequestratori delle sorelline

Confessano i sequestratori delle sorelline
Cronaca 15 Dicembre 2015 ore 10:14

Restano in carcere e avrebbero ammesso di aver preso parte alla rapina, due dei tre banditi che, il 9 settembre scorso a Gaglianico, hanno sequestrato due ragazzine cinesi di 10 e 15 anni nella loro abitazione e, approfittando del fatto che i loro genitori si trovassero al lavoro, hanno svuotato la cassaforte contenente 50 mila euro in contanti e i gioielli di famiglia. I rapinatori, dopo aver rubato anche un telefono cellulare e due i-pad, se l’erano svignata con la Bmw del padrone di casa, ma erano stato scoperti e arrestati tre mesi dopo dai carabinieri su ordine di custodia cautelare emesso dal gip del Tribunale di Biella: due erano stati catturati in un hotel di Campi Bisanzio, alla periferia di Firenze, l’altro mentre lavorava come cameriere in un ristorante di Roma, in zona Montesacro. 

La scorsa settimana, nei confronti dei tre banditi, tutti cinesi provenienti dalla provincia dello Zheijang, si sono tenuti gli interrogatori di garanzia. I due arrestati a Firenze avrebbero deciso di collaborare con la giustizia. Davanti al giudice del capoluogo toscano, avrebbero ammesso - anche se solo in parte - di aver partecipato alla rapina.

Sia il giudice di Roma sia quello di Firenze hanno comunque confermato la custodia cautelare in carcere nei confronti dei tre arrestati. Intanto l’indagine, che è stata condotta dai militari del Nucleo investigativo, prosegue per cercare di risalire al basista. Tutti e tre i banditi sono infatti provenienti da fuori provincia: qualcuno che conosce bene la famiglia delle due ragazzine potrebbe aver dato indicazioni ai rapinatori circa le abitudini dei genitori delle piccole.

Intanto nei giorni scorsi i carabinieri hanno perquisito le abitazioni utilizzate dai tre a Vibo Valentia e Firenze. Sono stati trovati uno dei tablet, il telefono cellulare, marca Samsung, oltre a diversi gioielli e mille euro circa in valuta cinese. La prossima settimana l’oro verrà inviato a Biella e se verrà riconosciuto dai genitori delle due ragazzine rapinate, sarà restituito ai legittimi proprietari.

Shama Ciocchetti

Restano in carcere e avrebbero ammesso di aver preso parte alla rapina, due dei tre banditi che, il 9 settembre scorso a Gaglianico, hanno sequestrato due ragazzine cinesi di 10 e 15 anni nella loro abitazione e, approfittando del fatto che i loro genitori si trovassero al lavoro, hanno svuotato la cassaforte contenente 50 mila euro in contanti e i gioielli di famiglia. I rapinatori, dopo aver rubato anche un telefono cellulare e due i-pad, se l’erano svignata con la Bmw del padrone di casa, ma erano stato scoperti e arrestati tre mesi dopo dai carabinieri su ordine di custodia cautelare emesso dal gip del Tribunale di Biella: due erano stati catturati in un hotel di Campi Bisanzio, alla periferia di Firenze, l’altro mentre lavorava come cameriere in un ristorante di Roma, in zona Montesacro. 

La scorsa settimana, nei confronti dei tre banditi, tutti cinesi provenienti dalla provincia dello Zheijang, si sono tenuti gli interrogatori di garanzia. I due arrestati a Firenze avrebbero deciso di collaborare con la giustizia. Davanti al giudice del capoluogo toscano, avrebbero ammesso - anche se solo in parte - di aver partecipato alla rapina.

Sia il giudice di Roma sia quello di Firenze hanno comunque confermato la custodia cautelare in carcere nei confronti dei tre arrestati. Intanto l’indagine, che è stata condotta dai militari del Nucleo investigativo, prosegue per cercare di risalire al basista. Tutti e tre i banditi sono infatti provenienti da fuori provincia: qualcuno che conosce bene la famiglia delle due ragazzine potrebbe aver dato indicazioni ai rapinatori circa le abitudini dei genitori delle piccole.

Intanto nei giorni scorsi i carabinieri hanno perquisito le abitazioni utilizzate dai tre a Vibo Valentia e Firenze. Sono stati trovati uno dei tablet, il telefono cellulare, marca Samsung, oltre a diversi gioielli e mille euro circa in valuta cinese. La prossima settimana l’oro verrà inviato a Biella e se verrà riconosciuto dai genitori delle due ragazzine rapinate, sarà restituito ai legittimi proprietari.

Shama Ciocchetti

 

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