Condannato Schettino, risarcita la biellese

Condannato Schettino, risarcita la biellese
12 Febbraio 2015 ore 11:25

 L’ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino è stato condannato a 16 anni di reclusione e 1 mese di arresto nel processo di primo grado per il naufragio della nave all’Isola del Giglio del 13 gennaio 2012 in cui persero la vita 32 persone. Schettino, non in aula, ha ascoltato la sentenza dalla sua stanza d’albergo a Grosseto perché secondo i suoi legali avrebbe la febbre. I giudici hanno respinto la richiesta di arresto avanzata dalla procura, Schettino quindi per ora non andrà in carcere. Nei confronti dell’ex comandante non ci sarà nessuna misura cautelare perché secondo il collegio giudicante esiste solo “un astratto” possibile pericolo di fuga e non un “concreto” rischio in tal senso. A favore ha giocato anche “il comportamento” tenuto durante la fase processuale in cui è stato sempre presente, tranne che in un’udienza a causa della febbre e il periodo dell’obbligo di dimora successivo al naufragio. Il tribunale ha anche rigettato ogni richiesta di misura cautelare, anche il semplice ritiro del passaporto per il divieto di espatrio.

La procura, per il comandante, aveva chiesto 26 anni e 3 mesi di arresto per il naufragio in cui il 13 gennaio 2012 morirono 32 persone. Schettino è stato anche interdetto per 5 anni dalla carica di comandante di nave, per 4 mesi dalla professione di comandante e condannato all’interdizione perpetua dai pubblici uffici

Risarcimento anche per la mamma di Cossato che si è costituita parte civile con l’avvocato biellese, Alessandra Guarini. La giovane donna si era salvata e aveva portato in salvo anche la figlioletta. Un evento che le aveva causato un trauma riconosciuto con invalidità del trenta per cento.

IL SERVIZIO COMPLETO LO TROVERETE SABATO CON ECO DI BIELLA IN EDICOLA

 L’ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino è stato condannato a 16 anni di reclusione e 1 mese di arresto nel processo di primo grado per il naufragio della nave all’Isola del Giglio del 13 gennaio 2012 in cui persero la vita 32 persone. Schettino, non in aula, ha ascoltato la sentenza dalla sua stanza d’albergo a Grosseto perché secondo i suoi legali avrebbe la febbre. I giudici hanno respinto la richiesta di arresto avanzata dalla procura, Schettino quindi per ora non andrà in carcere. Nei confronti dell’ex comandante non ci sarà nessuna misura cautelare perché secondo il collegio giudicante esiste solo “un astratto” possibile pericolo di fuga e non un “concreto” rischio in tal senso. A favore ha giocato anche “il comportamento” tenuto durante la fase processuale in cui è stato sempre presente, tranne che in un’udienza a causa della febbre e il periodo dell’obbligo di dimora successivo al naufragio. Il tribunale ha anche rigettato ogni richiesta di misura cautelare, anche il semplice ritiro del passaporto per il divieto di espatrio.

La procura, per il comandante, aveva chiesto 26 anni e 3 mesi di arresto per il naufragio in cui il 13 gennaio 2012 morirono 32 persone. Schettino è stato anche interdetto per 5 anni dalla carica di comandante di nave, per 4 mesi dalla professione di comandante e condannato all’interdizione perpetua dai pubblici uffici

Risarcimento anche per la mamma di Cossato che si è costituita parte civile con l’avvocato biellese, Alessandra Guarini. La giovane donna si era salvata e aveva portato in salvo anche la figlioletta. Un evento che le aveva causato un trauma riconosciuto con invalidità del trenta per cento.

IL SERVIZIO COMPLETO LO TROVERETE SABATO CON ECO DI BIELLA IN EDICOLA

Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità