Cronaca
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Lanciavano pacchi con droga e micro telefoni nel carcere di viale dei Tigli: condannato

Era stato arrestato dai poliziotti della Squadra mobile insieme a due complici

Lanciavano pacchi con droga e micro telefoni nel carcere di viale dei Tigli: condannato
Cronaca Biella Città, 01 Ottobre 2021 ore 11:02

Condannato per i lanci di droga e di micro telefoni in carcere.

Era stato arrestato

Ha scelto il rito abbreviato ed è uscito dal processo Mihaita Ciobanu, 29 anni, residente a Torino, uno dei tre soggetti di nazionalità rumena arrestati a luglio dell’anno scorso dai poliziotti della Squadra mobile per aver lanciato all'interno del cortile del carcere di Biella un pacco contenente droga e telefoni cellulari. Ciobanu, formalmente incensurato, è stato condannato a una pena complessiva tutto sommato mite di due anni e quattro mesi di reclusione più una multa di ottomila euro e il pagamento delle spese di mantenimento in carcere.

Era con due complici

Il giorno in cui era stato fermato dai poliziotti, il giovane rumeno era su una Bmw insieme a due connazionali, Mircea Vasile Pop, 36 anni, e Vasilica Alexandra Cramer, 30 anni, anche loro per l’anagrafe residenti a Torino. L’auto era tenuta d’occhio dalle “civette” della Squadra mobile con gli agenti pronti ad intervenire non appena i tre avessero commesso qualcosa di poco chiaro. Si era fermata vicino al carcere ed era sceso il più anziano dei tre, peraltro l’unico con una sfilza di precedenti penali alle spalle.

Fermati dalla Polizia

Cercando di non farsi vedere mentre i due connazionali gli facevano da “palo” , il rumeno si era avvicinato alla recinzione del carcere di viale dei Tigli e aveva lanciato all’interno alcuni involucri. A quel punto, con una manovra perfetta d’accerchiamento, i poliziotti erano intervenuti e avevano bloccato i tre. Poi, con l’aiuto di un agente della Polizia penitenziaria in servizio in quel momento nella casa circondariale, avevano recuperato degli involucri contenenti 11 confezioni di hashish per un totale di 99,6 grammi, 94 compresse di Subotex, poco meno di ottocento pasticche non identificate, 5 micro-telefoni cellulari, 4 schede Sim, quattro cavi per la ricarica, una siringa e tre aghi. Il “rifornimento” non aveva però potuto raggiungere i detenuti.