Cittadinanze stranieri e polemiche social

In una nota diffusa sul proprio profilo Facebook, il Comune di Biella precisa la procedura di assegnazione, sovente oggetto di critiche sui social network.

Cittadinanze stranieri e polemiche social
Biella Città, 13 Aprile 2018 ore 10:36

Cittadinanze stranieri: in una nota diffusa sul proprio profilo Facebook, il Comune di Biella precisa la procedura di assegnazione, sovente oggetto di critiche sui social network.

Cittadinanze stranieri: quante polemiche

«La polemica sui social network – si legge nella nota del Comune di Biella – è una costante di ogni cerimonia mensile di conferimento della cittadinanza italiana a persone residenti da tempo nel nostro Paese. Questa nota si propone di spiegare come si arriva a quel giuramento, con quali requisiti e con quali procedure. Sarebbe bello se servisse a evitare qualche polemica futura e – perché no? – qualche parola cattiva riservata a chi ha appena vissuto come una festa il fatto di essere diventato cittadino italiano.

Come si ottiene la cittadinanza italiana?

— In cinque modi. Tre sono automatici: per nascita (se uno dei due genitori è italiano), per nascita sul territorio italiano (dopo aver compiuto 18 anni e avervi risieduto ininterrottamente per tutti e 18 gli anni), per adozione. Due sono su domanda: per matrimonio o per residenza. Le cerimonie di giuramento che si svolgono ogni secondo mercoledì del mese in municipio a Biella riguardano queste due tipologie.

Chi conferisce cittadinanze stranieri?

— Il Ministero dell’Interno, seguendo le norme in vigore, quelle della cosiddetta legge Martelli del 1992, mai modificate dai successivi interventi di governi e parlamenti sulla legislazione riguardante gli stranieri. Le domande possono essere inoltrate via internet direttamente agli uffici ministeriali o di persona alla Prefettura di Biella. Ai Comuni di residenza arriva la comunicazione dell’accettazione della domanda. L’atto finale – il giuramento di fronte al sindaco o a un delegato del Comune di residenza – è l’ultima formalità a pratica conclusa.

Quali requisiti occorrono?

— Esistono varie fattispecie: 10 anni di residenza legale in Italia per i cittadini extracomunitari; 3 anni di residenza legale in Italia per i discendenti di cittadini italiani per nascita (sino al secondo grado – nonni) e per i nati in Italia; 5 anni di residenza legale in Italia per gli adottati maggiorenni (da cittadini italiani), per gli apolidi e per i rifugiati politici e per i figli maggiorenni di genitori naturalizzati italiani; 4 anni di residenza legale in Italia per i cittadini comunitari; 5 anni di servizio, anche all’estero, alle dipendenze dello stato italiano. Per tutti i casi è necessario dimostrare di avere un reddito personale o familiare, valutabile a discrezione dal ministero dell’Interno. È necessario essere anche assolutamente incensurati: basta un reato contravvenzionale come la guida in stato di ebbrezza per impedire l’accoglimento della domanda.

Cittadinanze stranieri attraverso matrimonio?

— È necessario, oltre naturalmente ad aver sposato un cittadino italiano, risiedere legalmente in Italia da almeno 12 mesi in presenza di figli nati o adottati dai coniugi, oppure dopo 24 mesi (due anni) di residenza con il cittadino italiano. In caso di residenza all’estero occorrono 18 mesi in presenza di figli nati o adottati da coniugi, oppure 36 mesi dalla data del matrimonio, se non vi è stato scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili e se non è in corso la separazione legale.

E per i figli di stranieri nati in Italia?

— I figli minorenni conviventi diventano cittadini italiani automaticamente solo dal giorno in cui uno dei loro genitori ottiene la cittadinanza italiana.

Cittadinanze stranieri: riassumendo…

— Le cerimonie di giuramento mensili per i nuovi cittadini italiani:
– sono l’atto finale di un processo che NON dipende in nessuna fase dal Comune di residenza, nel nostro caso quello di Biella
– NON riguardano persone appena arrivate in Italia ma persone che vi risiedono da un minimo di quattro a un massimo di dieci anni se nati fuori dai paesi dell’Unione Europea
– Questo periodo di residenza DEVE essere legale, cioè legato al rilascio e al mantenimento di un permesso di soggiorno e senza aver commesso alcun reato. Significa – chiude la nota del Comune – anche aver vissuto, lavorato, pagato tasse per almeno dieci anni come un qualsiasi cittadino italiano, senza esserlo».

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