Ciclista ferito da un cacciatore

Ciclista ferito da un cacciatore
15 Dicembre 2014 ore 00:38

E’ stato centrato in pieno da un pallettone per cinghiale che si è conficcato nel braccio sinistro, poco più sotto della spalla, mentre stava percorrendo in mountain bike un sentiero sterrato in mezzo ai boschi che si snoda accanto al Lago di Bertignano, in territorio del comune di Roppolo. Il secondo pallettone gli ha forato la gomma davanti della bicicletta. Quell’uomo poteva morire.
La tragedia è stata sfiorata sabato alle 13 nella zona collinare sopra al lago di Viverone. Il ferito è un tecnico di “Fastweb”,  54 anni, di Palazzo Canavese. Chi ha sparato ha preferito battersela a gambe levate ed è ora ricercato dai carabinieri che poche ore dopo hanno identificato 36 cacciatori, tutti componenti di una squadra registrata nell’apposito ufficio della Provincia di Biella, impegnata in una battuta di caccia al cinghiale proprio in quella zona. I militari del comando di Cavaglià, competenti per territorio, hanno atteso i cacciatori di cinghiale nel punto di ritrovo segnalato prima di iniziare la battuta. Toccherà ora alla Procura, se nessuno si farà avanti, decidere se ordinare o meno una perizia su tutti i fucili dei componenti della squadra. Fioccano le ipotesi di reato nei confronti dello sparatore, tra le quali le lesioni personali e l’omissione di soccorso.

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E’ stato centrato in pieno da un pallettone per cinghiale che si è conficcato nel braccio sinistro, poco più sotto della spalla, mentre stava percorrendo in mountain bike un sentiero sterrato in mezzo ai boschi che si snoda accanto al Lago di Bertignano, in territorio del comune di Roppolo. Il secondo pallettone gli ha forato la gomma davanti della bicicletta. Quell’uomo poteva morire.
La tragedia è stata sfiorata sabato alle 13 nella zona collinare sopra al lago di Viverone. Il ferito è un tecnico di “Fastweb”,  54 anni, di Palazzo Canavese. Chi ha sparato ha preferito battersela a gambe levate ed è ora ricercato dai carabinieri che poche ore dopo hanno identificato 36 cacciatori, tutti componenti di una squadra registrata nell’apposito ufficio della Provincia di Biella, impegnata in una battuta di caccia al cinghiale proprio in quella zona. I militari del comando di Cavaglià, competenti per territorio, hanno atteso i cacciatori di cinghiale nel punto di ritrovo segnalato prima di iniziare la battuta. Toccherà ora alla Procura, se nessuno si farà avanti, decidere se ordinare o meno una perizia su tutti i fucili dei componenti della squadra. Fioccano le ipotesi di reato nei confronti dello sparatore, tra le quali le lesioni personali e l’omissione di soccorso.

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