il click day

Che beffa! Volatilizzati in un secondo i 50 milioni del Cura Italia

Duecentomila aziende sono rimaste a bocca asciutta. Solo tremila hanno ottenuto il finanziamento per i dispositivi di protezione

Che beffa! Volatilizzati in un secondo i 50 milioni del Cura Italia
25 Maggio 2020 ore 11:35

Che beffa! Volatilizzati in un secondo i 50 milioni del Cura Italia.

200mila aziende battute

È stata una vera beffa. Duecentomila aziende sono state battute sul tempo di un battito di ciglia. Il decreto Cura Italia aveva messo a disposizione delle aziende 50 milioni di euro per finanziare l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale per le aziende. Ieri sono stati pubblicati i dati e se ne ricava che l’11 maggio, giorno del click day, un secondo dopo le 9 i soldi erano già finiti. Possibile? È stato proprio così. È bastato un secondo per vedere volatilizzare, sotto gli occhi attoniti di chi cercava di connettersi, i 50 milioni di euro previsti da Invitalia, l’agenzia del ministero dell’Economia. Lo scrivono i colleghi di PrimaBergamo.it.

Confesercenti Bergamo, amareggiata, sottolinea che «sicura è stata solamente la grande delusione da parte di centinaia di aziende anche bergamasche che hanno prenotato il finanziamento e che se lo sono visto bruciare nel giro di un secondo nel click day previsto da Invitalia, agenzia del Ministero dell’Economia cui è stata affidata la gestione dei 50 milioni di euro in palio – sottolinea Filippo Caselli, direttore di Confesercenti Bergamo -. Difficile arginare la frustrazione di molti imprenditori non solo per il mancato contributo, ma per la delusione nei confronti di un sistema di gestione delle risorse pubbliche inefficiente e sconfortante. L’11 maggio – continua Caselli – un secondo dopo le 9, i soldi erano già finiti e solo 3.000 aziende in tutta Italia sono riuscite a spuntarla. Moltissime altre, più di 200 mila, sono arrivate con un battito di ciglia di ritardo, risultato ahimè fatale. Per molte aziende del settore che stanno investendo in sicurezza rimangono in campo altre soluzioni, come il credito d’imposta fino al 60% previsto nel decreto rilancio e il bando Safe working di Regione Lombardia di 19 milioni, a supporto delle micro e piccole imprese del commercio. Le domande per quest’ultimo potranno essere presentate a partire dalle ore 10 di giovedì 28 maggio».

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