Caso Sasil, a caccia del gas killer

Caso Sasil, a caccia del gas killer
Cronaca 02 Aprile 2017 ore 11:57

BRUSNENGO – Prosegue nel piu? assoluto riserbo l’inchiesta sulla morte di Franco Rosetta, 56 anni, il dipendente della Sasil trovato cadavere ad ottobre dello scorso anno in un canale di scolo della ditta per la quale lavorava. Venerdì il consulente tecnico nominato dalla pubblica accusa ha effettuato il primo sopralluogo preliminare all’area posta sotto sequestro dopo la morte di Rosetta. Insieme a lui c’erano i Vigili del fuoco e il personale dello Spresal, il servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. L’obiettivo era misurare la presenza, ed eventualmente la concentrazione, di sostanze venefiche per l’uomo. Ad oggi non e? ancora stato chiarito se Rosetta, che quella notte era il capo turno della Sasil, abbia avuto un malore oppure se il suo decesso sia stato causato da eventuali esalazioni tossiche.

Alla Sasil i Vigili del fuoco sono arrivati con autoprotettori e con il carro Nbcr, ovvero lo speciale mezzo utilizzato in caso di possibili contaminazioni nucleari, battereologiche, chimiche o radioattive. Per le rilevazioni hanno utilizzato uno strumento particolare, in grado di rilevare la concentrazione della sostanza ricercata, che in questo caso e? l’idrogeno solforato. Si tratta di una sostanza altamente pericolosa, utilizzata per il trattamento delle acque o dei rifiuti liberi. Se i fanghi, durante la lavorazione, fuoriescono in un ambiente chiuso, l’idrogeno solforato satura l’ambiente stesso raggiungendo concentrazioni che possono essere anche mortali.

Franco Rosetta, che era assistente di produzione, si era allontanato dal reparto per verificare il buon funzionamento di tutti gli apparati. Un giro di ricognizione che aveva fatto decine di volte, ma venerdi? notte si e? protratto piu? a lungo del solito. Tre colleghi, non vedendolo rientrare, sono andati a cercarlo. Lo hanno trovato a terra in un tunnel di smaltimento che porta i fanghi residui della lavorazione al depuratore. I colleghi lo hanno subito trascinato fuori e hanno lanciato l’allarme. Intanto, in attesa dell’arrivo dei soccorsi, hanno provato a rianimarlo. Il personale del 118 non ha pero? potuto fare altro che constatare il decesso di Rosetta.

Ad oggi sono quattro gli indagati per la morte di Franco Rosetta. Oltre al titolare dell’attivita?, Lodovico Ramon, anche il direttore dello stabilimento, Alberto Buratti, il responsabile della sicurezza, Edoardo Poletti e il medico dell’azienda, Andrea Castiglioni. Per tutti loro l’ipotesi di reato e? di omicidio colposo.

Shama Ciocchetti

BRUSNENGO – Prosegue nel piu? assoluto riserbo l’inchiesta sulla morte di Franco Rosetta, 56 anni, il dipendente della Sasil trovato cadavere ad ottobre dello scorso anno in un canale di scolo della ditta per la quale lavorava. Venerdì il consulente tecnico nominato dalla pubblica accusa ha effettuato il primo sopralluogo preliminare all’area posta sotto sequestro dopo la morte di Rosetta. Insieme a lui c’erano i Vigili del fuoco e il personale dello Spresal, il servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. L’obiettivo era misurare la presenza, ed eventualmente la concentrazione, di sostanze venefiche per l’uomo. Ad oggi non e? ancora stato chiarito se Rosetta, che quella notte era il capo turno della Sasil, abbia avuto un malore oppure se il suo decesso sia stato causato da eventuali esalazioni tossiche.

Alla Sasil i Vigili del fuoco sono arrivati con autoprotettori e con il carro Nbcr, ovvero lo speciale mezzo utilizzato in caso di possibili contaminazioni nucleari, battereologiche, chimiche o radioattive. Per le rilevazioni hanno utilizzato uno strumento particolare, in grado di rilevare la concentrazione della sostanza ricercata, che in questo caso e? l’idrogeno solforato. Si tratta di una sostanza altamente pericolosa, utilizzata per il trattamento delle acque o dei rifiuti liberi. Se i fanghi, durante la lavorazione, fuoriescono in un ambiente chiuso, l’idrogeno solforato satura l’ambiente stesso raggiungendo concentrazioni che possono essere anche mortali.

Franco Rosetta, che era assistente di produzione, si era allontanato dal reparto per verificare il buon funzionamento di tutti gli apparati. Un giro di ricognizione che aveva fatto decine di volte, ma venerdi? notte si e? protratto piu? a lungo del solito. Tre colleghi, non vedendolo rientrare, sono andati a cercarlo. Lo hanno trovato a terra in un tunnel di smaltimento che porta i fanghi residui della lavorazione al depuratore. I colleghi lo hanno subito trascinato fuori e hanno lanciato l’allarme. Intanto, in attesa dell’arrivo dei soccorsi, hanno provato a rianimarlo. Il personale del 118 non ha pero? potuto fare altro che constatare il decesso di Rosetta.

Ad oggi sono quattro gli indagati per la morte di Franco Rosetta. Oltre al titolare dell’attivita?, Lodovico Ramon, anche il direttore dello stabilimento, Alberto Buratti, il responsabile della sicurezza, Edoardo Poletti e il medico dell’azienda, Andrea Castiglioni. Per tutti loro l’ipotesi di reato e? di omicidio colposo.

Shama Ciocchetti

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