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Cane lavato all’autolavaggio, il proprietario si difende: «Ho usato la bassa pressione»

L'animale, visitato da un veterinario dell'Asl, è in buone condizioni di salute e resta affidato al proprietario.

Cane lavato all’autolavaggio, il proprietario si difende: «Ho usato la bassa pressione»
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Un cane legato, insaponato con la schiuma dell’autolavaggio e poi lavato e investito dal getto ad alta pressione della lancia come fosse un'auto. È la scena che un cittadino ha ripreso con il cellulare lo scorso 13 agosto. La vicenda ha presto portato a un'indagine per maltrattamenti, poi ripresa dai media nazionali che le hanno dato una notevole rilevanza. L'uomo è stato nel frattempo identificato e denunciato dai Carabinieri del Nipaaf.

Le spiegazioni

Convocato in caserma, secondo quanto trapelato, davanti ai militari l’uomo avrebbe spiegato di non aver avuto intenzione di fare del male all’animale, ma solo di lavarlo. Per questo avrebbe selezionato il programma “a bassa pressione” dell’impianto, convinto che non potesse nuocere.

L’effetto dei detergenti

L’uso dei detergenti dell’autolavaggio, tuttavia, ha comunque esposto il cane a una massiccia dose di schiuma destinata alle carrozzerie delle auto, sostanze aggressive per pelle e occhi.

Le condizioni del cane

Il cane, regolarmente microchippato, è stato visitato dai veterinari dell’Asl e risulta in buona salute. Resta affidato al proprietario, che dovrà ora rispondere delle ipotesi di reato previste dal Codice penale.

Le reazioni delle associazioni animaliste

Nel frattempo la notizia ha suscitato forte indignazione e rabbia nell’opinione pubblica. Tra le prime reazioni, quella di Fare ambiente - Movimento ecologista Europeo. Gian Carlo Locarni, coordinatore regionale, ha dichiarato: «Esprimo il mio più vivo plauso ai Carabinieri forestali del Nipaaf di Biella e al personale del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia carabinieri di Biella per la tempestiva e incisiva azione svolta nel denunciare il responsabile. Lavare un cane in un autolavaggio, utilizzando schiuma attiva e una lancia ad alta pressione, rappresenta un atto che offende la dignità degli animali e i valori di rispetto verso ogni forma di vita. Condanno fermamente il comportamento dell’individuo, che denota una grave mancanza di sensibilità e responsabilità. Invito tutti a segnalare simili episodi, per costruire una società più consapevole e attenta al rispetto degli animali e dell’ambiente». Sulla stessa linea la posizione di Assofido, il dipartimento del Codacons per la tutela degli animali, che ha parlato di «denuncia immediata alla Procura della Repubblica competente» come risposta necessaria al gesto. «Un comportamento criminale e inaccettabile - dichiara il Codacons - che deve essere perseguito con la massima severità prevista dalla legge. Il cane, fortunatamente in buone condizioni, resta vittima di una violenza gratuita che conferma l’urgenza di pene più dure contro il maltrattamento». Si è espressa anche Lndc Animal protection, sottolineando come l’episodio abbia provocato sdegno anche tra i titolari della struttura, che hanno segnalato la scena alle autorità. La presidente Piera Rosati ha dichiarato: «Abbiamo sporto denuncia per sollecitare un intervento giudiziario chiaro e incisivo. Nulla può giustificare in alcun modo l’esposizione dell’animale a un simile trattamento. Continueremo a promuovere campagne di educazione e sensibilizzazione per far comprendere che gli animali domestici vanno trattati con cura e rispetto. L’utilizzo di attrezzature adatte alle auto e non agli animali è totalmente irrispettoso della loro condizione di esseri senzienti».