Camini, un incendio ogni tre giorni

Camini, un incendio ogni tre giorni
Cronaca 23 Aprile 2017 ore 12:11

Sono stati 63 gli interventi dei Vigili del fuoco di Biella da ottobre 2016 a fine marzo 2017 per incendio di canna fumaria, in media uno ogni tre giorni. Un vero e proprio bollettino di guerra. In alcuni casi l’epilogo è stato drammatico, con feriti, famiglie che si sono ritrovate senza casa e danni economici enormi. Dai Vigili del fuoco giunge l’appello: «La manutenzione della canna fumaria è fondamentale, non va dimenticata»
Il cosiddetto “mese di fuoco”, ovvero quello in cui si è sviluppato il maggior numero di incendi di camini è stato gennaio 2017, quando gli interventi dei pompieri in forza al comando provinciale di Biella sono stati 27, più del doppio rispetto ai 13 effettuati nel gennaio dello scorso anno. Gli stessi operatori sono intervenuti 10 volte sia a febbraio, sia a marzo. Per quanto riguarda lo scorso anno la stagione invernale è iniziata in tranquillità, con due soli interventi ad ottobre. Cinque quelli a novembre e 9 a dicembre.
La tipologia più “a rischio” è il tradizionale camino con stufa a legna. «Bruciando, la legna crea una combustione notevole – spiega il vice comandante deiVigili del fuoco di Biella, Fabrizio Maniscalco – liberando maggiori residui rispetto agli impianti a gas metano, che poi vanno a depositarsi nella canna fumaria».
A spiegare cosa provoca l’incendio delle canne fumarie è lo stesso funzionario: «La combustione all’interno dei camini – spiega Maniscalco – si origina a causa di residui che si accumulano all’interno della canna fumaria se non adeguatamente pulita. Le temperature che si possono raggiungere in caso di incendio ad un camino sono elevate: quelle superficiali esterne al condotto di scarico dei fumi raggiungono valori tali da innescare altri materiali combustibili che si trovano in prossimità dei camini».
Ecco perché oltre a tutta una serie di corrette abitudini da adottare nell’utilizzo di camini e di stufe, non va mai dimenticato che è fondamentale un controllo periodico delle canne fumarie da parte di professionisti. Uso corretto e pulizia sono alla base per evitare incendi o altro. «Vanno evitati combustibili plastificati, preferendo sempre combustibili secchi. Quindi penso a legna secca da almeno un paio d’anni. Corrette attenzioni riducono il formarsi di catrame nelle canne fumarie – conclude Maniscalco – e riducono i rischi di intasamento e di incendio».
Sh.C.

Sono stati 63 gli interventi dei Vigili del fuoco di Biella da ottobre 2016 a fine marzo 2017 per incendio di canna fumaria, in media uno ogni tre giorni. Un vero e proprio bollettino di guerra. In alcuni casi l’epilogo è stato drammatico, con feriti, famiglie che si sono ritrovate senza casa e danni economici enormi. Dai Vigili del fuoco giunge l’appello: «La manutenzione della canna fumaria è fondamentale, non va dimenticata»
Il cosiddetto “mese di fuoco”, ovvero quello in cui si è sviluppato il maggior numero di incendi di camini è stato gennaio 2017, quando gli interventi dei pompieri in forza al comando provinciale di Biella sono stati 27, più del doppio rispetto ai 13 effettuati nel gennaio dello scorso anno. Gli stessi operatori sono intervenuti 10 volte sia a febbraio, sia a marzo. Per quanto riguarda lo scorso anno la stagione invernale è iniziata in tranquillità, con due soli interventi ad ottobre. Cinque quelli a novembre e 9 a dicembre.
La tipologia più “a rischio” è il tradizionale camino con stufa a legna. «Bruciando, la legna crea una combustione notevole – spiega il vice comandante deiVigili del fuoco di Biella, Fabrizio Maniscalco – liberando maggiori residui rispetto agli impianti a gas metano, che poi vanno a depositarsi nella canna fumaria».
A spiegare cosa provoca l’incendio delle canne fumarie è lo stesso funzionario: «La combustione all’interno dei camini – spiega Maniscalco – si origina a causa di residui che si accumulano all’interno della canna fumaria se non adeguatamente pulita. Le temperature che si possono raggiungere in caso di incendio ad un camino sono elevate: quelle superficiali esterne al condotto di scarico dei fumi raggiungono valori tali da innescare altri materiali combustibili che si trovano in prossimità dei camini».
Ecco perché oltre a tutta una serie di corrette abitudini da adottare nell’utilizzo di camini e di stufe, non va mai dimenticato che è fondamentale un controllo periodico delle canne fumarie da parte di professionisti. Uso corretto e pulizia sono alla base per evitare incendi o altro. «Vanno evitati combustibili plastificati, preferendo sempre combustibili secchi. Quindi penso a legna secca da almeno un paio d’anni. Corrette attenzioni riducono il formarsi di catrame nelle canne fumarie – conclude Maniscalco – e riducono i rischi di intasamento e di incendio».
Sh.C.

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