Cadavere avvolto in un telo in plastica e nascosto nel sottotetto

Cadavere avvolto in un telo in plastica e nascosto nel sottotetto
Cronaca 06 Maggio 2017 ore 13:58

Era probabilmente morto da giorni Pietro Bello, 55 anni, residente a Magenta, trovato cadavere ieri dai carabinieri nell’abitazione di Cristian Angileri, 39 anni, di Valle Mosso. Il corpo di Pietro Bello è stato rinvenuto nel sottotetto dell’immobile,  avvolto in un telo di plastica. Ora si trova  all’obitorio dell’ospedale “Degli Infermi” di Ponderano, a disposizione dell’autorità giudiziaria che ha ordinato l’autopsia.

Intanto Cristian Angileri si trova in carcere a Biella, in stato di fermo. E’ accusato di omicidio preterintenzionale. Dopo la scoperta del cadavere ha reso alcune spontanee ma contrastanti dichiarazioni agli inquirenti.

Pietro Pietro Bello si era allontanato dalla propria abitazione di Magenta lo scorso 30 aprile. Aveva detto ai famigliari “vado a fare un giro” e da allora non aveva più dato sue notizie. Moglie e figlia, preoccupate, non vedendolo rientrare, avevano lanciato l’allarme. L’appello era stato trasmesso anche durante l’ultima puntata del programma tv “Chi l’ha visto”.

Le ricerche di Pietro Bello procedevano da giorni. Giovedì sera la svolta, con il ritrovamento,  davanti all’ex cinema di Valle Mosso, dell’auto dell’uomo, una Chevrolet Cruz di colore nero. Ed è proprio dopo ritrovamento casuale della vettura che i militari biellesi hanno cercato di fare chiarezza sulla vicenda. Sono riusciti a risalire ad alcuni contatti tra Bello ed Angeleri: i due uomini sono stati visti insieme nella serata del 30 aprile. Poi di Bello più nessuna traccia. L’auto di Bello era parcheggiata vicino all’ex cinema da giorni, secondo i residenti della zona sicuramente dalla notte del primo maggio.

Cosa sia successo esattamente è ancora al vaglio degli investigatori. Forse  - ma per ora sono solo ipotesi - i due hanno litigato. La discussione si è fatta sempre più accesa sfociando in violenza. Forse uno spintone di troppo ha provocato la caduta di Bello, che ha sbattuto la testa ed è morto.

Di certo c’è che Cristian Angileri, originario di Pettinengo e da tutti conosciuto come “Tiziano” ha già avuto problemi con la giustizia in passato. Ex dipendente Seab, la società che si occupa della raccolta e smaltimento rifiuti, era stato licenziato dopo essere stato accusato di furto  e ora lavorava per un’azienda privata.  

Era probabilmente morto da giorni Pietro Bello, 55 anni, residente a Magenta, trovato cadavere ieri dai carabinieri nell’abitazione di Cristian Angileri, 39 anni, di Valle Mosso. Il corpo di Pietro Bello è stato rinvenuto nel sottotetto dell’immobile,  avvolto in un telo di plastica. Ora si trova  all’obitorio dell’ospedale “Degli Infermi” di Ponderano, a disposizione dell’autorità giudiziaria che ha ordinato l’autopsia.

Intanto Cristian Angileri si trova in carcere a Biella, in stato di fermo. E’ accusato di omicidio preterintenzionale. Dopo la scoperta del cadavere ha reso alcune spontanee ma contrastanti dichiarazioni agli inquirenti.

Pietro Pietro Bello si era allontanato dalla propria abitazione di Magenta lo scorso 30 aprile. Aveva detto ai famigliari “vado a fare un giro” e da allora non aveva più dato sue notizie. Moglie e figlia, preoccupate, non vedendolo rientrare, avevano lanciato l’allarme. L’appello era stato trasmesso anche durante l’ultima puntata del programma tv “Chi l’ha visto”.

Le ricerche di Pietro Bello procedevano da giorni. Giovedì sera la svolta, con il ritrovamento,  davanti all’ex cinema di Valle Mosso, dell’auto dell’uomo, una Chevrolet Cruz di colore nero. Ed è proprio dopo ritrovamento casuale della vettura che i militari biellesi hanno cercato di fare chiarezza sulla vicenda. Sono riusciti a risalire ad alcuni contatti tra Bello ed Angeleri: i due uomini sono stati visti insieme nella serata del 30 aprile. Poi di Bello più nessuna traccia. L’auto di Bello era parcheggiata vicino all’ex cinema da giorni, secondo i residenti della zona sicuramente dalla notte del primo maggio.

Cosa sia successo esattamente è ancora al vaglio degli investigatori. Forse  - ma per ora sono solo ipotesi - i due hanno litigato. La discussione si è fatta sempre più accesa sfociando in violenza. Forse uno spintone di troppo ha provocato la caduta di Bello, che ha sbattuto la testa ed è morto.

Di certo c’è che Cristian Angileri, originario di Pettinengo e da tutti conosciuto come “Tiziano” ha già avuto problemi con la giustizia in passato. Ex dipendente Seab, la società che si occupa della raccolta e smaltimento rifiuti, era stato licenziato dopo essere stato accusato di furto  e ora lavorava per un’azienda privata.