Botte e sofferenza alla moglie

Botte e sofferenza alla moglie
25 Aprile 2015 ore 04:23

Ne ha fatte passare di tutti i colori alla moglie, quantomeno dall’ottobre 2007 al febbraio 2010 quando, ormai esasperata dai continui atti di violenza, dagli insulti e dalle minacce, la donna aveva deciso di andarsene di casa. Pubblicheremo solo le iniziali del cognome dell’imputato per tutelare una minorenne.

Accusato di maltrattamenti in famiglia, Giuliano C., 51 anni, di Trivero (avvocato Giorgio Triban), è stato condannato dal giudice, Paola Rava, a un anno e otto mesi di reclusione oltre al risarcimento del danno  – da liquidarsi in separato giudizio – e alla refusione delle spese processuali. Secondo il capo d’accusa, l’imputato avrebbe più volte buttato fuori di casa la moglie (rappresentata dall’avvocato Enrica Ramella Valet) costringendola a dormire in macchina. L’avrebbe poi picchiata, minacciata, insultata di continuo, causandole una vita d’inferno. Le avrebbe inflitto ripetute sofferenze fisiche e psicologiche per motivi per lo più legati alla gelosia. In una circostanza avrebbe persino scagliato il telecomando del televisore in faccia alla moglie causandole ferite giudicate guaribili in più di una settimana.

V.Ca.

Ne ha fatte passare di tutti i colori alla moglie, quantomeno dall’ottobre 2007 al febbraio 2010 quando, ormai esasperata dai continui atti di violenza, dagli insulti e dalle minacce, la donna aveva deciso di andarsene di casa. Pubblicheremo solo le iniziali del cognome dell’imputato per tutelare una minorenne.

Accusato di maltrattamenti in famiglia, Giuliano C., 51 anni, di Trivero (avvocato Giorgio Triban), è stato condannato dal giudice, Paola Rava, a un anno e otto mesi di reclusione oltre al risarcimento del danno  – da liquidarsi in separato giudizio – e alla refusione delle spese processuali. Secondo il capo d’accusa, l’imputato avrebbe più volte buttato fuori di casa la moglie (rappresentata dall’avvocato Enrica Ramella Valet) costringendola a dormire in macchina. L’avrebbe poi picchiata, minacciata, insultata di continuo, causandole una vita d’inferno. Le avrebbe inflitto ripetute sofferenze fisiche e psicologiche per motivi per lo più legati alla gelosia. In una circostanza avrebbe persino scagliato il telecomando del televisore in faccia alla moglie causandole ferite giudicate guaribili in più di una settimana.

V.Ca.

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