CORONAVIRUS

Bioglio, il sindaco: “Prima i pacchi alimentari poi i buoni spesa, no alle pretese”

Stefano Ceffa spiega ai concittadini: "Ora razionalizziamo le risorse e soddisfiamo i bisogni alimentari minimi".

Bioglio, il sindaco: “Prima i pacchi alimentari poi i buoni spesa, no alle pretese”
Valli Mosso e Sessera, 18 Aprile 2020 ore 10:01

Il sindaco Stefano Ceffa spiega perché al momento il Comune di Bioglio sta distribuendo pacchi alimentari e solo in un secondo momento ricorrerà ai voucher per la spesa.

No alle pretese

Ecco quanto ha comunicato il sindaco Stefano Ceffa, per spiegare perché il Comune di Bioglio sta distribuendo i pacchi alimentari e solo in un secondo momento penserà ai buoni spesa:

Stiamo distribuendo i pacchi alimentari, abbiamo fatto questa scelta e voglio spiegarla. Avevamo due opzioni: la prima distribuire dei buoni spesa, o distribuire i pacchi alimentari che sono anni che con la parrocchia diamo a chi ha necessità.

Devo essere prudente nel non sprecare le risorse che abbiamo. I pacchi alimentari, chiaramente incompleti non c’è carne o altro, sono destinati e designabili prioritariamente a chi a motivo di coronavirus si trova in difficoltà. Certo che noi non lasciamo indietro nessuno, ma non mi faccio appiccicare al muro dalle pretese di chi chiede di aver corrisposto un contributo non a motivo del fatto che il coronavirus l’ha colpito ma del fatto che ha bisogno. Se ha bisogno, questo bisogno glielo soddisfiamo attraverso il cibo, che è ciò che serve.

Voucher più avanti

Quando avremo terminato le scorte di cibo che abbiamo, opereremo la scelta dei buoni spesa. O, magari, li useremo insieme già dalle prossime settimane, perché giustamente bisogna dare alla gente la possibilità di scegliere cosa acquistare. Ma ora l’importante è avere qualcosa nel piatto, poi se potremo sceglieremo.

Sono 21 i nuclei familiari che cerchiamo di sostenere, lo Stato ci ha dato 4mila euro: vuol dire che, in due spese, il problema è risolto; ecco perché la scelta dei pacchi, così siamo in gradi di coprire con i pacchi i loro bisogni alimentari minimi. Fate i conti: con i voucher tra 15 giorni non ne abbiamo più, e io non voglio tra 15 giorni lasciare la gente senza cibo. Preferisco in questa fase trasferire loro prodotti che non sono tutto ciò che sperano – ma dentro c’è pasta, riso, pomodori, piselli, caffè, biscotti, tè, omogeneizzati – facendo però ciò che è ragionevolmente corretto.

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