Biella sempre più vecchia, se ne parla oggi in Biblioteca

Ci sono 258,9 anziani ogni 100 giovani: un tasso altissimo.

Biella sempre più vecchia, se ne parla oggi in Biblioteca
Biella Città, 14 Febbraio 2019 ore 12:13

Il Biellese in dieci anni ha perso circa 11mila abitanti. A fine 2008 erano 187.491, scesi a 176.367 a fine 2018. Lo si evince dai dati Istat sulla popolazione, fotografia di un territorio  in difficoltà anche demografica, più di altri. E in questo contesto il Biellese si conferma come uno dei territori con più anziani in tutta Italia. L’analisi della struttura per età dice che nel Biellese la percentuale di giovani nella fascia da 0 a 14 anni è dell’11,2 per cento, mentre quella degli over 65 sale al 28,7 per cento. Numeri che, dunque, non aiutano il territorio nel ricambio generazionale, anzi, lo rendono una delle province con più anziani in Italia.

L’età media sale a 48,3, tre anni in più del 2002

L’altro dato che fa capire la situazione è quello rapportato all’età media. Se nel 2002 era di 45,5 anni, nel 2018 si passa a 48,3. Un altro numero per far comprendere quanto sta accadendo nel Biellese è quello dell’indice di vecchiaia. Che rappresenta il grado di invecchiamento di una popolazione. È il rapporto percentuale tra il numero degli ultrassessantacinquenni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni. Ad esempio, nel 2018 l’indice di vecchiaia per la provincia di Biella dice che ci sono 258,9 anziani ogni 100 giovani. Nel 2002 erano 197,8. In Italia l’indice di vecchiaia è di 168,9, dunque decisamente minore rispetto alla situazione del nostro territorio.

Sociologi e geriatri: dibattito oggi alle 17,30 in Bilbioteca a Biella

E oggi alla Biblioteca civica, alle ore 17.30, verrà presentato il volume “Vecchi, vecchie e vecchiaie nella letteratura e nel cinema” di Guglielmo Giumelli, sociologo e docente di Sociologia generale e Sociologia del diritto. Oltre all’autore, interverranno la psicologa Vanessa Romano e il geriatra Dino Debernardi. Modererà Roberto Azzoni, direttore di “Eco di Biella”. Finalmente, uno studioso che usa senza mezze misure un termine che fa paura, che comporta inquietudine, debolezza, angoscia: la vecchiaia. Di vecchi e di vecchie, e la distinzione come si vedrà non è oziosa, parla il sociologo Guglielmo Giumelli nel suo saggio in cui analizza l’ultima parte dell’esistenza umana nei tempi, nella letteratura e nel cinema.
Poiché la vecchiaia è diventata un “campo da arare” dal mercato turistico, cosmetico e alimentare, da sociologi, psicologi e medici, da economisti e demografi, se ne deduce che, oggi come ieri, essere vecchi significa diventare un peso, un consumo improduttivo di ricchezza, tranne nei luoghi deputati al loro “mercato”. È molto interessante seguire nelle pagine la descrizione della vecchiaia, intesa sia come fonte di grandi preoccupazioni e di conflitti, sia come un affare che da problema privato diventa sociale, da forma di esperienza, saggezza, sapere, in declino socialmente svalutato.

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