Barriere antisuicidi: ci sono già donatori

Barriere antisuicidi: ci sono già donatori
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I biellesi sono pronti a metter mano al portafogli per finanziare la messa in sicurezza del ponte della tangenziale. Sono diversi i privati che, in questi giorni, hanno preso contatti con associazioni e istituzioni per poter offrire un contributo economico alla realizzazione delle barriere. Intanto il presidente della Provincia, Emanuele Ramella Pralungo, durante lultimo consiglio, ha rotto il silenzio: «Non sono contrario allintervento - ha detto - ma non ci sono soldi. Se arrivasse una donazione il lavoro sarebbe fattibile». E il sindaco di Quaregna, Katia Giordani, interviene: «Quaregna è pronta a dare un contributo, invito gli altri comuni a partecipare alla spesa».Sullimpegno economico delle barriere nelle ultime settimane sono state esaminate varie opzioni, ipotizzando un costo complessivo che arriva fino a quasi 400mila euro. Una cifra enorme. «Nel 2013, con lamministrazione Gentile - interviene Michele Mosca segretario provinciale di Lega Nord - il geometra Federico Rosazza, che ai tempi era capogruppo di Lega Nord in consiglio comunale, aveva abbozzato un computo metrico sui costi. Se i tecnici comunali si occupassero internamente della progettazione, la spesa si abbatterebbe di parecchio. Lintervento di fornitura e posa di barriere semplici, in grigliato, magari esteticamente non belle ma funzionali, è stato stimato intorno ai 150mila euro. Se poi vogliamo delle barriere doro, allora è un altro discorso». «Non è una cifra irraggiungibile - interviene il sindaco di Quaregna, Katia Giordani - quel ponte sarà anche di competenza provinciale, ma se lEnte non ha il denaro necessario per metterlo in sicurezza, i comuni dovrebbero fare la propria parte. Adoperarsi per ridurre la spirale di suicidi è fondamentale. Se ogni sindaco, in base alle possibilità del comune che amministra, desse un contributo economico, anche piccolo, si potrebbe raggiungere con più facilità la somma necessaria».«Le barriere sono un intervento fondamentale - conclude Mosca - quel ponte è diventato un simbolo dei suicidi, un punto di riferimento per chi vuole togliersi la vita. Mettendo in sicurezza il ponte non si risolverà il problema dei suicidi. Credo però che, in alcuni casi, chi tenta di uccidersi sia spinto da una sorta di raptus, un desiderio di morire che dura solo pochi attimi. Se un potenziale suicida arrivando sul viadotto trovasse le barriere, forse ritornerebbe in sè prima di riuscire nel proprio intento. Anche una sola vita salvata varrebbe la spesa».Shama Ciocchetti

I biellesi sono pronti a metter mano al portafogli per finanziare la messa in sicurezza del ponte della tangenziale. Sono diversi i privati che, in questi giorni, hanno preso contatti con associazioni e istituzioni per poter offrire un contributo economico alla realizzazione delle barriere. Intanto il presidente della Provincia, Emanuele Ramella Pralungo, durante lultimo consiglio, ha rotto il silenzio: «Non sono contrario allintervento - ha detto - ma non ci sono soldi. Se arrivasse una donazione il lavoro sarebbe fattibile». E il sindaco di Quaregna, Katia Giordani, interviene: «Quaregna è pronta a dare un contributo, invito gli altri comuni a partecipare alla spesa».

Sullimpegno economico delle barriere nelle ultime settimane sono state esaminate varie opzioni, ipotizzando un costo complessivo che arriva fino a quasi 400mila euro. Una cifra enorme. «Nel 2013, con lamministrazione Gentile - interviene Michele Mosca segretario provinciale di Lega Nord - il geometra Federico Rosazza, che ai tempi era capogruppo di Lega Nord in consiglio comunale, aveva abbozzato un computo metrico sui costi. Se i tecnici comunali si occupassero internamente della progettazione, la spesa si abbatterebbe di parecchio. Lintervento di fornitura e posa di barriere semplici, in grigliato, magari esteticamente non belle ma funzionali, è stato stimato intorno ai 150mila euro. Se poi vogliamo delle barriere doro, allora è un altro discorso». «Non è una cifra irraggiungibile - interviene il sindaco di Quaregna, Katia Giordani - quel ponte sarà anche di competenza provinciale, ma se lEnte non ha il denaro necessario per metterlo in sicurezza, i comuni dovrebbero fare la propria parte. Adoperarsi per ridurre la spirale di suicidi è fondamentale. Se ogni sindaco, in base alle possibilità del comune che amministra, desse un contributo economico, anche piccolo, si potrebbe raggiungere con più facilità la somma necessaria».

«Le barriere sono un intervento fondamentale - conclude Mosca - quel ponte è diventato un simbolo dei suicidi, un punto di riferimento per chi vuole togliersi la vita. Mettendo in sicurezza il ponte non si risolverà il problema dei suicidi. Credo però che, in alcuni casi, chi tenta di uccidersi sia spinto da una sorta di raptus, un desiderio di morire che dura solo pochi attimi. Se un potenziale suicida arrivando sul viadotto trovasse le barriere, forse ritornerebbe in sè prima di riuscire nel proprio intento. Anche una sola vita salvata varrebbe la spesa».

Shama Ciocchetti

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