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Aumentano le richieste di finanziamento

Gli incentivi governativi che non hanno stimolato i finanziamenti.

Aumentano le richieste di finanziamento
23 Settembre 2020 ore 14:30

Aumentano le richieste di finanziamento. Gli incentivi governativi che non hanno stimolato i finanziamenti.

Aumentano le richieste di finanziamento

Secondo i dati raccolti nell’ultimo Osservatorio Prestiti di PrestitiOnline.it, la “liquiditàrimane sempre l’esigenza primaria nelle richieste di prestiti, con una quota di mercato del 22,6% (era il 22,4% a luglio), mentre in termini di erogato la finalità sul gradino più alto del podio è la “Ristrutturazione casa”, con una market share del 21,6%, in leggero calo rispetto al mese precedente (22,1%). Torna poi a contrarsi l’importo medio erogato, scivolato a 10.164 euro rispetto ai 10.720 euro del primo semestre, a fronte di un importo medio delle richieste (anch’esso in calo, ormai da due anni) che si è attestato a 9.941 euro.

 

Garanzie spartiacque nelle erogazioni

Aumentano, tra le famiglie che richiedono un finanziamento, quelle che rientrano nella fascia di reddito compresa tra 10.000 e 20.000 euro, che oggi rappresentano il 49,2% del mercato rispetto al 46,6% del primo semestre 2020. Per trovare un dato più alto bisogna fare un salto nel passato di 4 anni, quando la market share era al 49,9 per cento.

Le erogazioni

Se andiamo a guardare l’erogato, infatti, più della metà dei prestiti complessivi è stata concessa ad agosto alla fascia di reddito 30.000-50.000 euro, con una quota di mercato cresciuta al 52,5% dal precedente 50,1 per cento. Scende invece la market share della fascia 10.000-20.000 (la più bisognosa), passata dal 31,4% al 30,2 per cento. Guardando, poi, alla durata dei finanziamenti, continuano a crescere le richieste a lungo periodo, con la scadenza a 120 mesi che ad agosto è arrivata a rappresentare il 12,4% (9,7% in termini di erogato).

 

Nord sempre più “esigente”

Le richieste di finanziamenti nel Nord Italia continuano a crescere. Alla fine del primo semestre 2020 erano arrivate a rappresentare il  48,1% del mercato (nei sei mesi precedenti era al 46,2%, mentre a fine agosto si sono attestate al 50,8 per cento. Di pari passo sono scese le quote di mercato sia del centro (dal 21,7% al 20,5%) sia nel “Sud e isole” (dal 30,2% al 28,7%). Un trend che trova riscontro anche nello spaccato geografico in termini di erogato: il Nord sale al 47,8%, mentre Centro e Sud scendono rispettivamente al 21,9% e al 30,3 per cento.

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