Arrestato per reati di 17 anni fa

Arrestato per reati di 17 anni fa
10 Luglio 2017 ore 12:53

Truffa, ricettazione ed evasione. Sono i reati per i quali, ieri, i carabinieri hanno arrestato Massimiliano B.,  55 anni, residente a Zimone. Deve scontare una pena di tre anni, 8 mesi e 20 giorni di recusione, per fatti commessi tra il 2000 e il 2012. I carabinieri lo hanno fermato durante uno dei tanti controlli alla circolazione stradale e, quando si sono resi conto che sull’uomo pendeva un ordine di carcerazione, lo hanno arrestato e portato in carcere.Un caso simile si era verificato poco più di un mese fa quando, i carabinieri, avevano notificato a  Ciro Di Canto, 56 anni, abitué delle aule dei tribunali, un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Biella. Il conto con la giustizia era di un anno, un mese e dieci giorni per una tentata estorsione avvenuta 17 anni prima a Brusnengo. Ma i fatti che gli erano contestati risalivano addirittura al mese di marzo del 2000 e la condanna di primo grado era stata emessa quasi dieci anni dopo, a ridosso delle vacanze di Natale del 2009.Il protagonista di questo caso giudiziario, sarebbe dovuto finire in viale dei Tigli, ma – grazie alle opportunità offerte dall’ultima legge denominata “svuota carceri” – il suo legale, avvocato Sergio Gronda, aveva chiesto e ottenuto che potesse espiare la pena fuori dalla prigione e il giudice aveva concesso al Di Canto gli arresti in casa.

Truffa, ricettazione ed evasione. Sono i reati per i quali, ieri, i carabinieri hanno arrestato Massimiliano B.,  55 anni, residente a Zimone. Deve scontare una pena di tre anni, 8 mesi e 20 giorni di recusione, per fatti commessi tra il 2000 e il 2012. I carabinieri lo hanno fermato durante uno dei tanti controlli alla circolazione stradale e, quando si sono resi conto che sull’uomo pendeva un ordine di carcerazione, lo hanno arrestato e portato in carcere.Un caso simile si era verificato poco più di un mese fa quando, i carabinieri, avevano notificato a  Ciro Di Canto, 56 anni, abitué delle aule dei tribunali, un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Biella. Il conto con la giustizia era di un anno, un mese e dieci giorni per una tentata estorsione avvenuta 17 anni prima a Brusnengo. Ma i fatti che gli erano contestati risalivano addirittura al mese di marzo del 2000 e la condanna di primo grado era stata emessa quasi dieci anni dopo, a ridosso delle vacanze di Natale del 2009.Il protagonista di questo caso giudiziario, sarebbe dovuto finire in viale dei Tigli, ma – grazie alle opportunità offerte dall’ultima legge denominata “svuota carceri” – il suo legale, avvocato Sergio Gronda, aveva chiesto e ottenuto che potesse espiare la pena fuori dalla prigione e il giudice aveva concesso al Di Canto gli arresti in casa.

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