«Archivio di Stato, un figlio che cresce»

«Archivio di Stato, un figlio che cresce»
Cronaca 14 Settembre 2016 ore 18:30

BIELLA - «Oh certo che l’Archivio mi mancherà, ci ho trascorso ben 38 anni della mia vita. Ma, sa, sono dell’idea che i figli cresciuti, a un certo punto, vanno lasciati andare...».

È un figlio cresciuto, l’Archivio di Stato di Biella. Così lo descrive la sua ex direttrice, Graziana Bolengo. Che di recente ha prestato il suo ultimo giorno di servizio. Classe 1954, una laurea in Lettere, poi il diploma di paleografia, diplomatica e archivistica alla Scuola dell’Archivio di Stato di Torino, quindi il passaggio come archivista e vice-direttrice alla sezione di Biella e l’incarico ad-interim della direzione dell’Archivio di Vercelli.

Con il suo pensionamento, si chiude una fase importante dell’istituto periferico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali attivo per la nostra provincia, quella porta verso la storia nel e del Biellese che sembra, però, guardare di continuo anche al futuro.

E proprio sul futuro dell’Archivio di Stato di Biella si concentra il pensiero della sua ex direttrice, che, più che un bilancio, racconta di quanto sarà possibile sviluppare al suo interno negli anni che seguiranno.

Ulteriori miglioramenti, le basi dei quali sono state gettate sotto il suo coordinamento: «Il bilancio è positivo. L’Archivio ha fatto una buona strada, un percorso che era già stato ben impostato, tra gli anni Settanta e Ottanta quando era ancora una sezione di Vercelli, con il direttore che mi ha preceduta e con il quale ho lavorato da archivista, Maurizio Cassetti - ricorda Graziana Bolengo -. Quando siamo diventati autonomi, stavano cambiando i tempi: abbiamo così inserito novità, come la creazione di un sito internet o l’uso di un database per l’inventariazione. Inoltre, l’Archivio è stato a poco a poco orientato verso un contatto diretto con il pubblico. Ne è un esempio il decollo del servizio educativo e della sezione didattica, un fiore all’occhiello che ci ha visti tra primi tra i piccoli archivi

in Piemonte».?Decollo che si sintetizza nei numeri raccolti nel 2015: 633 gli studenti coinvolti, per un totale di 35 classi. Obiettivo: tramandare nelle scuole la cultura dell’Archivio come patrimonio da valorizzare e tutelare.

«È importante che i ragazzi crescano con l’idea che non si tratta “solo di carta”, ma di un patrimonio utile per la loro storia e per la loro vita. Molti privati, poi, si sono rivolti a noi per conservare i loro archivi, segno che ci siamo guadagnati la loro fiducia».

La nuova direttrice e il bisogno di personale. Il servizio educativo è stato proprio la proposta coltivata da chi succede, ora, a Graziana Bolengo: si tratta di Elena Rizzato. «Elena Rizzato si è occupata del servizio negli ultimi quattro anni, lavora in Archivio da dieci. Quindi, la sua nomina avviene nel segno della continuità e di un legame forte con il Biellese. E questo è importante».

Importante perché, motiva Bolengo, molti professionisti che si sono susseguiti all’Archivio di Stato di Biella sono stati “di passaggio”, e il fabbisogno di unità si fa sentire: «Il nostro team, me compresa e con gli impegni legati all’amministrazione, è stato di cinque persone. Spero che arrivi presto altro personale che si voglia fermare a Biella. Sappiamo che c’è un domanda di mobilità fatta per Biella e che tre biellesi hanno superato le selezioni per il concorso di ruoli tecnici».

Sede unica: entro metà settembre, il progetto esecutivo. Un’altra boccata d’ossigeno, per l’attività dell’istituto, resta la questione relativa ai nuovi spazi nella più recente sede di via Arnulfo, e in particolare l’abbandono del deposito sussidiario di via Triverio, lontano e poco idoneo alla conservazione del patrimonio archivistico.

A inizio agosto il Ministero si è espresso e la richiesta di finanziamento è stata inserita nello schema di programmazione triennale 2016/2018 “Fondo per la tutela del patrimonio culturale” (legge 190/2014), per un finanziamento complessivo di 1 milione 200mila euro, suddiviso su tre annualità: 500mila per il 2016, 500mila per il 2017 e 200mi- la per il 2018.

Il finanziamento riguarda tre lotti funzionali, per i quali è stata già approvata la progettazione definitiva. Dunque, si procederà al completamento dei depositi interrati della sede centrale.

«L’appalto avverrà tramite il Segretariato Regionale, in ogni caso si sta già predisponendo il progetto esecutivo entro questa metà di settembre. Se tutto va bene, nel 2018 l’Archivio avrà una sede unica». Sede senza di lei alla direzione, ma tra le fila dei volontari molto probabilmente sì: «Certo, resterò a disposizione, anche se sono sicura che l’Archivio di Stato di Biella è passato in ottime mani».

Giovanna Boglietti

 

BIELLA - «Oh certo che l’Archivio mi mancherà, ci ho trascorso ben 38 anni della mia vita. Ma, sa, sono dell’idea che i figli cresciuti, a un certo punto, vanno lasciati andare...».

È un figlio cresciuto, l’Archivio di Stato di Biella. Così lo descrive la sua ex direttrice, Graziana Bolengo. Che di recente ha prestato il suo ultimo giorno di servizio. Classe 1954, una laurea in Lettere, poi il diploma di paleografia, diplomatica e archivistica alla Scuola dell’Archivio di Stato di Torino, quindi il passaggio come archivista e vice-direttrice alla sezione di Biella e l’incarico ad-interim della direzione dell’Archivio di Vercelli.

Con il suo pensionamento, si chiude una fase importante dell’istituto periferico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali attivo per la nostra provincia, quella porta verso la storia nel e del Biellese che sembra, però, guardare di continuo anche al futuro.

E proprio sul futuro dell’Archivio di Stato di Biella si concentra il pensiero della sua ex direttrice, che, più che un bilancio, racconta di quanto sarà possibile sviluppare al suo interno negli anni che seguiranno.

Ulteriori miglioramenti, le basi dei quali sono state gettate sotto il suo coordinamento: «Il bilancio è positivo. L’Archivio ha fatto una buona strada, un percorso che era già stato ben impostato, tra gli anni Settanta e Ottanta quando era ancora una sezione di Vercelli, con il direttore che mi ha preceduta e con il quale ho lavorato da archivista, Maurizio Cassetti - ricorda Graziana Bolengo -. Quando siamo diventati autonomi, stavano cambiando i tempi: abbiamo così inserito novità, come la creazione di un sito internet o l’uso di un database per l’inventariazione. Inoltre, l’Archivio è stato a poco a poco orientato verso un contatto diretto con il pubblico. Ne è un esempio il decollo del servizio educativo e della sezione didattica, un fiore all’occhiello che ci ha visti tra primi tra i piccoli archivi

in Piemonte».?Decollo che si sintetizza nei numeri raccolti nel 2015: 633 gli studenti coinvolti, per un totale di 35 classi. Obiettivo: tramandare nelle scuole la cultura dell’Archivio come patrimonio da valorizzare e tutelare.

«È importante che i ragazzi crescano con l’idea che non si tratta “solo di carta”, ma di un patrimonio utile per la loro storia e per la loro vita. Molti privati, poi, si sono rivolti a noi per conservare i loro archivi, segno che ci siamo guadagnati la loro fiducia».

La nuova direttrice e il bisogno di personale. Il servizio educativo è stato proprio la proposta coltivata da chi succede, ora, a Graziana Bolengo: si tratta di Elena Rizzato. «Elena Rizzato si è occupata del servizio negli ultimi quattro anni, lavora in Archivio da dieci. Quindi, la sua nomina avviene nel segno della continuità e di un legame forte con il Biellese. E questo è importante».

Importante perché, motiva Bolengo, molti professionisti che si sono susseguiti all’Archivio di Stato di Biella sono stati “di passaggio”, e il fabbisogno di unità si fa sentire: «Il nostro team, me compresa e con gli impegni legati all’amministrazione, è stato di cinque persone. Spero che arrivi presto altro personale che si voglia fermare a Biella. Sappiamo che c’è un domanda di mobilità fatta per Biella e che tre biellesi hanno superato le selezioni per il concorso di ruoli tecnici».

Sede unica: entro metà settembre, il progetto esecutivo. Un’altra boccata d’ossigeno, per l’attività dell’istituto, resta la questione relativa ai nuovi spazi nella più recente sede di via Arnulfo, e in particolare l’abbandono del deposito sussidiario di via Triverio, lontano e poco idoneo alla conservazione del patrimonio archivistico.

A inizio agosto il Ministero si è espresso e la richiesta di finanziamento è stata inserita nello schema di programmazione triennale 2016/2018 “Fondo per la tutela del patrimonio culturale” (legge 190/2014), per un finanziamento complessivo di 1 milione 200mila euro, suddiviso su tre annualità: 500mila per il 2016, 500mila per il 2017 e 200mi- la per il 2018.

Il finanziamento riguarda tre lotti funzionali, per i quali è stata già approvata la progettazione definitiva. Dunque, si procederà al completamento dei depositi interrati della sede centrale.

«L’appalto avverrà tramite il Segretariato Regionale, in ogni caso si sta già predisponendo il progetto esecutivo entro questa metà di settembre. Se tutto va bene, nel 2018 l’Archivio avrà una sede unica». Sede senza di lei alla direzione, ma tra le fila dei volontari molto probabilmente sì: «Certo, resterò a disposizione, anche se sono sicura che l’Archivio di Stato di Biella è passato in ottime mani».

Giovanna Boglietti