Appalti case di riposo: blitz a Cossato

Appalti case di riposo: blitz a Cossato
16 Febbraio 2017 ore 13:03

COSSATO – Si sono recati anche a Cossato, ieri mattina, gli uomini della Guardia di finanza che stanno indagando su mandato della Procura di Vercelli su presunti illeciti nelle gare d’appalto nel settore delle case di riposo. I finanzieri hanno acquisito della documentazione relativa alla gara d’appalto della Residenza Maria Grazia di Lessona di proprietà per la quota di maggioranza del comune di Cossato. Spiega il sindaco, Claudio Corradino: «Siamo stati ben lieti di consegnare ciò che la Finanza ci ha chiesto e che, volendo, avrebbe potuto trovare anche sul sito del Comune. Quella per la gestione della casa di riposo, è stata una procedura votata alla massima trasparenza…».

L’inchiesta ruota attorno alla “Punto Service” di Caresanablot, la cooperativa del presidente della Pro Vercelli, Massimo Secondo. Dalla società con sede alle porte di Vercelli, non è stata rilasciata nessuna dichiarazione, neppure dopo che, sempre ieri mattina, la Guardia di finanza si è presentata e ha acquisito documenti relativi a gare d’appalto svolte in diverse località di Piemonte e Liguria. Su mandato della Procura vercellese, infatti, gli uomini delle Fiamme gialle hanno effettuato perquisizioni anche ad Alessandria, Asrti, Genova, Savona e Cossato. Parliamo di numeri che fanno rendere conto delle dimensioni della coop finita nel mirino. “La Punto Service”, nel 2015, ha fatturato 90 milioni di euro, assiste 5.000 persone nelle strutture in sei regioni d’Italia e 3.000 a domicilio.

L’ipotesi accusatoria è che le persone sotto indagine avrebbero pilotato le gare d’appalto per la gestione delle strutture, redigendo bandi di gara “ad hoc”, calibrati in modo da far vincere la ditta vercellese. Stando al linguaggio della Guardia di finanza, «i bandi, nel prevedere la valutazione di elementi di natura tecnica e di altri di natura economica, sarebbero stati artatamente predisposti in modo tale che l’aspetto relativo al “capitolato tecnico-qualitativo” (tagliato su misura per la società indagata) fosse preponderante, così da non permettere di essere colmato da offerte economicamente più vantaggiose presentate da altre società concorrenti».

A Cossato, comunque, pur avendo partecipato alla gara d’appalto con una decina di altre società, la “Punto Service” non ha vinto. L’appalto per la gestione della residenza maria Grazia, della durata di dodici anni, se l’è infatti aggiudicato l’Opera Pia Onlus Cerino Zegna di Occhieppo Inferiore che già gestiva senza macchia alcuna la struttura in precedenza.

Il sindaco di Cossato Corradino si sente in una botte di ferro: «Per predisporre la procedura non ci siamo rivolti a nessuno, – spiega – abbiamo fatto ogni cosa internamente, ogni virgola del bando è stata passata ai raggi X da parte di legali e di esperti. Ricordo che mi avevano accusato di procedere con lentezza, accuse che, col senno di poi, mi rendono immensamente felice in quanto ho voluto che ogni passo venisse verificato e risultasse inattaccabile. Ciò che mi conforta ulteriormente – ribadisce gonfiando il petto il sindaco – è che nessuno ha presentato ricorso contro il bando pur essendo tale pratica ormai prassi comune. Ciò perché tutta la procedura è stata resa inattaccabile e sono stati lasciati spazi interpretativi ridottissimi…».

Valter Caneparo

COSSATO – Si sono recati anche a Cossato, ieri mattina, gli uomini della Guardia di finanza che stanno indagando su mandato della Procura di Vercelli su presunti illeciti nelle gare d’appalto nel settore delle case di riposo. I finanzieri hanno acquisito della documentazione relativa alla gara d’appalto della Residenza Maria Grazia di Lessona di proprietà per la quota di maggioranza del comune di Cossato. Spiega il sindaco, Claudio Corradino: «Siamo stati ben lieti di consegnare ciò che la Finanza ci ha chiesto e che, volendo, avrebbe potuto trovare anche sul sito del Comune. Quella per la gestione della casa di riposo, è stata una procedura votata alla massima trasparenza…».

L’inchiesta ruota attorno alla “Punto Service” di Caresanablot, la cooperativa del presidente della Pro Vercelli, Massimo Secondo. Dalla società con sede alle porte di Vercelli, non è stata rilasciata nessuna dichiarazione, neppure dopo che, sempre ieri mattina, la Guardia di finanza si è presentata e ha acquisito documenti relativi a gare d’appalto svolte in diverse località di Piemonte e Liguria. Su mandato della Procura vercellese, infatti, gli uomini delle Fiamme gialle hanno effettuato perquisizioni anche ad Alessandria, Asrti, Genova, Savona e Cossato. Parliamo di numeri che fanno rendere conto delle dimensioni della coop finita nel mirino. “La Punto Service”, nel 2015, ha fatturato 90 milioni di euro, assiste 5.000 persone nelle strutture in sei regioni d’Italia e 3.000 a domicilio.

L’ipotesi accusatoria è che le persone sotto indagine avrebbero pilotato le gare d’appalto per la gestione delle strutture, redigendo bandi di gara “ad hoc”, calibrati in modo da far vincere la ditta vercellese. Stando al linguaggio della Guardia di finanza, «i bandi, nel prevedere la valutazione di elementi di natura tecnica e di altri di natura economica, sarebbero stati artatamente predisposti in modo tale che l’aspetto relativo al “capitolato tecnico-qualitativo” (tagliato su misura per la società indagata) fosse preponderante, così da non permettere di essere colmato da offerte economicamente più vantaggiose presentate da altre società concorrenti».

A Cossato, comunque, pur avendo partecipato alla gara d’appalto con una decina di altre società, la “Punto Service” non ha vinto. L’appalto per la gestione della residenza maria Grazia, della durata di dodici anni, se l’è infatti aggiudicato l’Opera Pia Onlus Cerino Zegna di Occhieppo Inferiore che già gestiva senza macchia alcuna la struttura in precedenza.

Il sindaco di Cossato Corradino si sente in una botte di ferro: «Per predisporre la procedura non ci siamo rivolti a nessuno, – spiega – abbiamo fatto ogni cosa internamente, ogni virgola del bando è stata passata ai raggi X da parte di legali e di esperti. Ricordo che mi avevano accusato di procedere con lentezza, accuse che, col senno di poi, mi rendono immensamente felice in quanto ho voluto che ogni passo venisse verificato e risultasse inattaccabile. Ciò che mi conforta ulteriormente – ribadisce gonfiando il petto il sindaco – è che nessuno ha presentato ricorso contro il bando pur essendo tale pratica ormai prassi comune. Ciò perché tutta la procedura è stata resa inattaccabile e sono stati lasciati spazi interpretativi ridottissimi…».

Valter Caneparo

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