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Anziani picchiati e maltrattati: 18 arresti

Anziani picchiati e maltrattati: 18 arresti
Cronaca 19 Febbraio 2016 ore 19:43

Sono diciotto le persone artrestate nel blitz scattato oggi nella casa di cura La Consolata che ospita disabili adulti psichiatrici e anziani malati di Alzheimer. Gli arrestati sono accusati di maltrattamenti ma anche di reati più gravi. per ora le notizie che gfiungono da Borgo d'Ale sono frammentarie. Nella casa di cura sono ospiti anche dei biellesi. Gli episodi contestai sono decine. La casa di cura era già nota alle cronache perchè faceva parte della catena di cliniche aperte nel Nord Italia da Mamma Ebe, all'anagrafe Gigliola Ebe Giorgini, oggi ottantatreenne e fondatrice dell' "Ordine di Gesù Misercordioso" (una catena di "case di cura" con 15 sedi), "santona", balzata alla ribalta della cronaca nella prima metà degli anni '80, condannata nel 2008 a sette anni per esercizio abusivo della professione medica e per truffa ai danni dei suoi pazienti, ai quali prometteva la guarigione dietro congruo compenso. Una vicenda che scosse l'Italia e alla quale Carlo Lizzani dedicò un film nel 1985, appunto "Mamma Ebe".

Sono diciotto le persone artrestate nel blitz scattato oggi nella casa di cura La Consolata che ospita disabili adulti psichiatrici e anziani malati di Alzheimer. Gli arrestati sono accusati di maltrattamenti ma anche di reati più gravi. per ora le notizie che gfiungono da Borgo d'Ale sono frammentarie. Nella casa di cura sono ospiti anche dei biellesi. Gli episodi contestai sono decine. La casa di cura era già nota alle cronache perchè faceva parte della catena di cliniche aperte nel Nord Italia da Mamma Ebe, all'anagrafe Gigliola Ebe Giorgini, oggi ottantatreenne e fondatrice dell' "Ordine di Gesù Misercordioso" (una catena di "case di cura" con 15 sedi), "santona", balzata alla ribalta della cronaca nella prima metà degli anni '80, condannata nel 2008 a sette anni per esercizio abusivo della professione medica e per truffa ai danni dei suoi pazienti, ai quali prometteva la guarigione dietro congruo compenso. Una vicenda che scosse l'Italia e alla quale Carlo Lizzani dedicò un film nel 1985, appunto "Mamma Ebe".