La Procura ha chiesto l'arresto

Ai domiciliari per omicidio, spaccia ed “evade”, ma ancora potrebbe evitare il carcere

Il giudice propone il braccialetto elettronico al giovane di 19 anni accusato d'aver ammazzato con un pugno il vicino di casa di 67 anni.

Ai domiciliari per omicidio, spaccia ed “evade”, ma ancora potrebbe evitare il carcere
Cronaca Biella Città, 05 Febbraio 2021 ore 12:45

Ai domiciliari per omicidio, spaccia ed “evade”, ma ancora potrebbe evitare il carcere.

Spaccio ed evasione da casa

Nonostante si trovasse agli arresti domiciliari nella sua abitazione del Vernato, avrebbe spacciato droga agli inizi di gennaio e, qualche giorno dopo, sarebbe “evaso” da casa (nella foto una volante della Polizia davanti al suo cortile). Ma ancora potrebbe evitare il carcere se accetterà l’applicazione del braccialetto elettronico con sistema di controllo perimetrale, con il divieto assoluto, inoltre, di incontrare altre persone se non i familiari. Il giudice delle indagini preliminari ha infatti lasciato aperta questa possibilità dopo aver analizzato l’istanza della Procura che, al contrario, ha chiesto esclusivamente l’arresto e il trasferimento in carcere, in viale dei Tigli, di Marco Becker Coffi Padel, 19 anni, di Biella (difeso dall’avvocato Claudia Botto Steglia), ai “domiciliari” in quanto accusato di omicidio preterintenzionale aggravato

Uomo colpito e morto dopo sei giorni

Il 20 novembre scorso, il giovane aveva colpito con un pugno (o uno schiaffo, non è ancora stato chiarito anche se il particolare potrebbe risultare ininfluente) il vicino di casa Brahim Kamel, 67 anni, origini marocchine, sposato e padre di quattro figli, apprezzato e stimato, ben inserito nel tessuto sociale cittadino, al culmine di un litigio scoppiato per colpa di un garage occupato in modo abusivo che il ragazzo aveva trasformato in un luogo dove incontrare gli amici e fare baldoria disturbando di continuo i vicini di giorno e di notte, una sorta di “tampa” dei giovani d’una volta. Kamel era caduto all’indietro picchiando la testa sui cubetti di porfido che formano i camminamenti del cortile che si affaccia su via Conciatori, al Vernato. E’ stato subito ricoverato in ospedale, ma sei giorni dopo è morto.

Le due segnalazioni della Polizia

Le segnalazioni dei poliziotti che hanno sorpreso il giovane a spacciare la prima volta (era il 5 gennaio e avrebbe ceduto marijuana a un giovane assuntore) e fuori casa la seconda (il 19 gennaio con gli agenti di una volante che avrebbero suonato in modo insistente il campanello per poter effettuare il controllo senza ottenere alcuna risposta), non avrebbero ancora convinto il giudice ad aggravare la misura cautelare con la custodia in carcere. Se in queste ore il giovane accetterà che gli venga applicato il braccialetto eletronico, potrà pertanto continuare a rimanere nella sua abitazione di via Conciatori, accanto a quella dell’uomo che avrebbe contribuito a uccidere. In caso contrario prenderà direttamente la strada del carcere: una soluzione a cui ambirebbero i familiari della vittima.

V.Ca.

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