LUTTO

Addio a Ennio Facelli, uno degli ultimi partigiani biellesi

"Pellagra" è mancato all'età di 93 anni. Pralungo lo piange: oggi pomeriggio il funerale. 

Addio a Ennio Facelli, uno degli ultimi partigiani biellesi
Cronaca Cervo, 20 Febbraio 2021 ore 08:00

Ennio Facelli, uno degli ultimi partigiani biellesi, è mancato all’età di 93 anni. Pralungo lo piange: oggi pomeriggio, sabato, il funerale.

Lutto

Ennio Facelli, “Pellagra”, è mancato a 93 anni. Lascia la moglie Etelca; i figli Marinella con Vincenzo; Raffaella con Angelo; Daniele; i nipoti Roberto, Jacopo, Isacco, Mayra e Sara con le rispettive famiglie.

Il funerale verrà celebrato oggi, sabato 20 febbraio 2021, alle ore 15 nella chiesa parrocchiale di Pralungo. Pellagra, suo nome di battaglia, riposerà nel cimitero locale.

Il ricordo del nipote

Ecco il ricordo del nipote, Jacopo Lunardi:

“Ennio Facelli, classe 1927, penultimo Partigiano di Pralungo, uno degli ultimi in Italia. Mio nonno materno. E’ scomparso all’Ospedale di Biella nella serata di ieri, accudito da medici e infermieri, ma senza l’abbraccio dei suoi cari, il cui accesso al reparto non è stato consentito per le rigide misure vigenti.
Di mio nonno vorrei solo ricordare che, in giovane età, intorno ai 16/17 anni, fu costretto a rifugiarsi sulle montagne fuggendo al vile posto di blocco nazifascista, salvandosi dalla fucilazione in cui perirono purtroppo i martiri dell’omonima piazza cittadina. Tanto vili i nazifascisti quanto coraggiosi i Partigiani, che combatterono per la libertà e, infine, ce la consegnarono. Lui era giovane, un adolescente secondo i nostri standard contemporanei. Fece la guerra, salvò vite, probabilmente fu salvato, patì la fame, lottò. E poi, vinta la guerra, visse una vita intera e lo fece al fianco di sua moglie, mia nonna Etel, che oggi resta senza di lui, e delle sue figlie, figli, nipoti e pronipoti”.

L’insegnamento

“Quando vedo le foto di mio nonno di fronte a quel monumento in Piazza Martiri della Libertà – prosegue Jacopo Lunardi – penso che abbia avuto di che essere orgoglioso. Penso che non dev’essere stato facile vivere la guerra, sopravviverle. Penso che non esista rispetto sufficiente per i vecchi come lui, che ci hanno lasciato un mondo migliore di cui, spesso, non riusciamo nemmeno a renderci conto e verso cui mostriamo a volte tanta indifferenza.
Ora riposerà, nella sua Pralungo, dove riposa anche mio padre, sotto l’ombra di un bel fior”.

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