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Il funerale a San Sebastiano

Addio a Duilio Crepaldi, l’uomo che sapeva “leggere l’acqua”

Per una vita tappezziere al Vernato, grande pescatore e amante della natura.

Addio a Duilio Crepaldi, l’uomo che sapeva “leggere l’acqua”
Cronaca Biella Città, 15 Gennaio 2021 ore 18:36

Addio a Duilio Crepaldi, l’uomo che sapeva “leggere l’acqua”.

Tappezziere al Vernato

Lutto in città per la morte di Duilio Crepaldi, per una vita conosciuto da tutti e rispettato tappezziere del Vernato e negli ultimi anni, dopo la pensione, residente a Cossila San Grato. Aveva 92 anni, ma nonostante l’età e gli acciacchi che lo hanno accompagnato negli ultimi mesi, non aveva mai perso il suo spirito goliardico, con il sorriso sempre stampato sul volto e una frase simpatica e a tratti pungente sempre pronta per chiunque. Era persona che sapeva farsi voler bene proprio per la sua notevole intelligenza e per quel suo spirito sbarazzino, come un ragazzotto dal comportamento vivace e irrequieto, privo però di cattiveria e di malizia.

Quasi 67 anni di matrimonio

Tra una manciata di giorni avrebbe festeggiato i 67 anni di matrimonio (ai quali ci sarebbe da aggiungere il lungo periodo da fidanzati) con la sua cara moglie, Milena, che gli è rimasta accanto sino all’ultimo e ieri lo ha accompagnato sino al cimitero di Biella dove il marito è stato sepolto. I funerali – organizzati dall’impresa funebre Defabianis – sono stati celebrati ieri mattina alle 10 e 30 nella chiesa di San Sebastiano.

Chi era

Originario di Ariano Polesine (in provincia di Rovigo), Duilio Crepaldi era arrivato a Biella con nove anni insieme ai genitori e a tre fratelli: Ivana, Luigina (che vive in Sudafrica ed è l’unica ancora in vita) e Ugo. La pesca alla trota è sempre stata la sua grande passione: epiche le sue camminate lungo i torrenti alpini così come tanto era l’amore e il rispetto totale per la natura. Era il pescatore-tipo, dotato di tecnica e “tattica” sopraffini, capace, come si suol dire in gergo, di “leggere l’acqua” e di scoprire una tana laddove all’occhio del profano non vi era nulla. Oltre alla moglie Milena, lascia nel dolore il figlio Enrico (anche lui noto nell’ambiente della pesca in quanto guardia ittico-ambientale volontario della Fipsas per la Provincia) con la moglie Angelica Agosti e gli adorati nipoti Ilaria e Daniele.