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Accusati di furto di pesci

Accusati di furto di pesci
Cronaca 25 Luglio 2017 ore 14:44

Asportare carpe e carassi con le reti  nel Lago di Viverone, è costato caro a un moldavo di 38 anni proveniente dal Torinese e a suo figlio di 15 anni. Entrambi – l’ufficialità è stata data ieri – sono stati denunciati dai carabinieri del comando di Cavaglià per il reato di furto aggravato in quanto i pesci del lago sono considerati di proprietà del Comune di Viverone che possiede i diritti esclusivi di pesca sull’intero bacino. All’uomo è stata inoltre elevata una pensante sanzione di duemila euro – come prevede la legge sulla pesca contro il bracconaggio – e sono stati sequestrati un canotto, tre spezzoni da cento metri di rete e undici pesci già morti. Il sindaco di Viverone, Renzo Carisio, è stato nominato custode giudiziario dei beni sequestrati. L’ennesimo blitz a Viverone è avvenuto domenica a mezzanotte a Punta Cuneo da parte delle Guardie ittiche venatorie dell’Arci Pesca Fisa di Biella e della città metropolitana di Torino che hanno lavorato a stretto contatto di gomito a gomito con i carabinieri del Nucleo forestale.

Asportare carpe e carassi con le reti  nel Lago di Viverone, è costato caro a un moldavo di 38 anni proveniente dal Torinese e a suo figlio di 15 anni. Entrambi – l’ufficialità è stata data ieri – sono stati denunciati dai carabinieri del comando di Cavaglià per il reato di furto aggravato in quanto i pesci del lago sono considerati di proprietà del Comune di Viverone che possiede i diritti esclusivi di pesca sull’intero bacino. All’uomo è stata inoltre elevata una pensante sanzione di duemila euro – come prevede la legge sulla pesca contro il bracconaggio – e sono stati sequestrati un canotto, tre spezzoni da cento metri di rete e undici pesci già morti. Il sindaco di Viverone, Renzo Carisio, è stato nominato custode giudiziario dei beni sequestrati. L’ennesimo blitz a Viverone è avvenuto domenica a mezzanotte a Punta Cuneo da parte delle Guardie ittiche venatorie dell’Arci Pesca Fisa di Biella e della città metropolitana di Torino che hanno lavorato a stretto contatto di gomito a gomito con i carabinieri del Nucleo forestale.

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